“Shortly before 7 o’clock last night the inhabitants of Westminster, and of the districts on the opposite bank of the river, were thrown into the utmost confusion and alarm by the sudden breaking out of one of the most terrific conflagrations that has been witnessed for many years past….The Houses of the Lords andCommons and the adjacent buildings were on fire”.

Questa è la testimonianza che il London Times ci lascia dell’incendio che, il 17 Ottobre del 1834, avvolse il Parlamento inglese.

chr-eng10119502701Il pittore J.M.William Turner, osservando dalla banchina Sud del Tamigi, dall’altra parte rispetto a Westminster, fu testimone dell’accaduto, insieme ad altre circa 10mila persone: immortalò, tramite fugaci bozzetti, realizzati sia a matita che ad acquarello da punti strategici, tra cui una barca noleggiata per l’occasione – resta, però, ancora un mistero, se effettivamente queste bozze furono fatte, come si suol dire, en plein air –, quelle che sarebbe state le basi di un suo futuro e celebre dipinto.

Gli sketchbooks sono ancora visibili, oggi, alla Tate Gallery di Londra.

È di questo dipinto che parleremo: “L’incedio delle Camere dei Lords e dei Comuni”.

Ne esistono due versioni, entrambe dipinte ad olio e risalenti alla fine del 1834 od agli inizi del 1835.

Le fiamme che assalirono in Parlamento consumarono la Saint Stephen’s Hall, la Camera dei Comuni ed arrivarono ad illuminare, dipingendole di colori e luci sinistre e “romantiche”, anche le torri dell’Abbazia di Westminster, che, però, si salvò.

Entrambe le versioni furono frutto di un lungo lavoro di labor limae, per l’autore, specialmente il giorno precedente all’apertura delle mostre che le esibivano.

Il primo dei due dipinti, esibito per la prima volta alla British Institution nel Febbraio del 1835, mostra il Parlamento dalla zona a monte del Ponte di Westminsterturner1

Gli edifici di fronte allo spettatore sono avvolti in fiamme dorate, e queste stesse fiamme si riflettono sulle acque del Tamigi, colorandole di una leggera sfumatura di rosso.

Una folla di curiosi e spettatori svetta in primo piano.

Sulla destra del dipinto, la maestosità e la profondità di prospettiva data dal pittore dal Ponte di Westminster intensifica la drammaticità della scena, osservata, come già accennato, da Turner dalla banchina Sud del fiume.

Lo stesso ponte incombe, quasi minaccioso, in tutto il suo candore, sulla scena, e la prospettiva della parte di ponte che è più vicina all’altro lato del fiume, dove sta divampando l’incendio, è distorta, specialmente dove le fiamme lo illuminano, tanto che sembra che il ponte quasi si tuffi e si dissolva nell’incendio stesso.

Questa versione è tutt’ora in mostra, dal 1928, per la precisione, al Philadelphia Museum of Art.

La seconda versione fu esibita per la prima volta all’istallazione estiva della Royal Academy, sempre nel 1835.turner2

Il punto di osservazione è diverso: siamo più a valle, vicini al Ponte di Waterloo, mentre fumo e fiamme si sollevano drammaticamente sul fiume e sugli spettatori che osservano la scena, sia dalla banchina del fiume, sia da alcune barche.

Questa versione si trova, dal 1942, al Cleveland Museum of Art.

Turner può essere considerato un precursore, un anticipatore dell’Impressionismo e, da questi suoi dipinti, è facile intuire il perché.

Fu poco apprezzato in vita, visto come un personaggio controverso ed enigmatico, ma oggi è considerato uno dei più grandi paesaggisti di epoca romantica.

E noi non possiamo far altro che ringraziarlo per averci regalato due magnifici dipinti come questi.

Di Gemma Granati

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