I lavori della Cattedrale di Notre-Dame de Reims, uno degli esempi più belli e rappresentativi dell’architettura Gotica europea, ebbero inizio nel 1211.

La caratteristica principale che ha reso celebre la cattedrale in tutto il mondo è la scultura di questo Arcangelo che, semplicemente, sorride.( Poesia scolpita sulla pietra.)

Esso appartiene al Gruppo dell’Annunciazione, alla nostra sinistra, entrando in Cattedrale.

Due sono i gruppi che affiancano il Portale Centrale,: quello dell’Annunciazione, già citato, e quello della Visitazione.

Abbiamo, almeno per quanto riguarda l’Annunciazione, una datazione intorno al 1240.

Entrambi i Gruppi si trovano nello strombo del portale centrale: queste figure rappresentano, rispetto alla scultura precedente, una grande novità.
Il visitatore si trova di fronte a figure autonome, quasi indipendenti, pur addossate alle colonne retrostanti, atteggiate con una naturalezza impensata ed impensabile, fino a poco tempo prima, sia di corpo che di membra.

Ritroviamo qui un variare degli appoggi, andando così a creare degli armoniosi contrapposti, velati da panneggi che non mascherano ma anzi rivelano i corpi sottostanti e li accompagnano.

Si ha la sensazione di trovarsi davanti a delle statue classiche;fu proprio tra 1150 e 1250 che  la scultura francese ritrova una certa vicinanza con quella antica.

Il culmine di questa tendenza classicheggiante la ritroviamo proprio a Reims, ben rappresentata dal San Pietro che si trova sul Portale del transetto Nord, quasi assimilabile ad un esempio di ritrattistica romana.
In questa scultura, così come nelle altre dei due Gruppi, abbiamo una riscoperta di un dato interiore che si era andato perdendo, espresso tramite sia la scultura stessa, sia tramite la fisionomia individuale, per la quale troviamo una rinnovata e vivace attenzione.

Certo non possiamo parlare di classicità vera e propria: si parla, piuttosto, di Classicismo Gotico, comunemente individuato tra gli anni ‘20 e gli anni ‘50 del 1200.

Questa particolare attenzione per l’arte antica la si può ritrovare anche nel gruppo della Visitazione: una serie di piegoline molto fitte su un panneggio leggero, queste figure piene di gravità, che, piuttosto che da un portale gotico, sembrano venire da un gruppo di scultura antica, come due romani togati, ne sono l’esempio.

L’arte antica, per gli artisti di quel tempo significa due cose: naturalezza e, soprattutto,  naturalismo.

Questa è la direzione che l’arte Europea, tutta, in questo momento sta prendendo.

Le figure dei due Gruppi si animano di una scioltezza nuova, sconosciuta fino a quel momento.

Il dettaglio dell’Annunciazione rappresentato dal sorriso dell’Arcangelo, dolcissimo e bellissimo, è sereno, caldo, limpido, profondamente umano. Senza dubbio innovativo.
Nell’Annunciazione, poi, vediamo annullata qualsiasi forma di arcaismo e/o di semplificazione calligrafica: è da qui, infatti, che si sfocia, poi, nella complessità successiva, quella tipica del Gotico Internazionale.

L’inizio del cosiddetto Classicismo gotico lo abbiamo a Chartres, ma esso, come fenomeno e come corrente, giunge fino a Reims, dove è rappresentato meravigliosamente da questo sorriso splendido, pieno di vita e tenerezza.

La semplicità del sorriso dell’Arcangelo,come a voler confortare Maria Annunciata, sembra voler esprimere la propria comprensione e rispondere alla domanda che Maria stessa, secondo il Vangelo di Luca (1, 34),  rivolge all’Arcangelo di fronte a questo annuncio così inaspettato: ” Quomodo fiet istud, quoniam virum non cognosco?” («Come avverrà questo, dal momento che non conosco uomo?»).

 

Di Gemma Granati.

 

Bibliografia: L. Bellosi, “Da Cimabue a Giotto”, in “Lezione di Storia dell’arte: il Mediterraneo dall’Antichità alla fine del Medioevo”, Skira Editore, Milano, 2001.

P. De Vecchi, E. Cerchiari , “Arte nel tempo: il Medioevo”, Bompiani, 1991, vol. 1, tomo II.

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