rocchettaQuesta settimana il nostro viaggio fa tappa in Molise, precisamente a Rocchetta al Volturno, un paesino caratterizzato da una parte vecchia, oramai abbandonata da circa un secolo e una parte nuova. Il comune vanta più di mille abitanti ed è situato vicino le sorgenti del fiume Volturno.

1-1024x729La zona era abitata già nel periodo del Paleolitico, infatti, nel 2001 a circa 500 metri da Rocchetta è stata individuata la Grotta Reali abitata tra 33.000 mila e 40.000 mila anni fa da gruppi di neandertaliani. In essa sono stati rinvenuti diversi manufatti in selce e resti di selvaggina macellata in loco, i quali sono stati messi in esposizione al Museo del Paleolitico di Isernia.

Nel tempo a venire nacque un insediamento denominato “Bactària” (località chiamata oggi “Vaccareccia”) e nel VIII secolo fu eretta la bellissima chiesa rupestre di Santa Maria delle Grotte. Nel IX secolo i saraceni distrussero l’insediamento e fortunatamente la chiesa venne preservata. quello_che_un_tempo_fu_il_cuore_di_rocchetta_a_volturno_20100810_1651223645Fino al XII secolo il centro urbano non fu ricostruito, finché nel 1142 alcune famiglie coloniche di Atina popolarono e ricostruirono il paese e l’abate di San Vincenzo fece costruire un castello alle pendici del colle, dove sorse il nuovo centro abitato. Fino al ‘400 Rocchetta fece parte dell’Abruzzo Citra, poi passò a far parte della circoscrizione di Terra di Lavoro per poi passare nel 1861 al Molise. A seguito di una frana e dei bombardamenti alleati della seconda guerra mondiale, gli abitanti decisero di spostarsi a valle dando vita a Rocchetta Nuova. Oggi Rocchetta alta è un “borgo fantasma” e in alcune parti anche pericolate, ma l’atmosfera è molto suggestiva poiché il borgo ha mantenuto il suo aspetto originario.

rocchettacastello2Passeggiare per i vicoli di Rocchetta vecchia è un vero e proprio viaggio nel passato. Si entra nel paese tramite un portale d’ingresso che reca ancora iscrizioni fasciste; tra le vie la vegetazione cresce rigogliosa, creando un’atmosfera magica. Appena entrati si è colpiti dalla semplicità del’antica chiesa di Santa Maria Assunta, costruita con le spoglie di monumenti più antichi, come la vicina abbazia di San Vincenzo. Superando il vecchio municipio e salendo su di una rampa si accede al castello. La porta che fa da ingresso al giardino del castello è sormontata dallo stemma nobiliare dei Battiloro, ultimi inquilini del castello. La fortezza era composta da stanze molto piccole che si disponevano su due piani.

Una volta discesi a Rocchetta nuova si può visitare il museo del Secondo Risorgimento d’Italia, nato per ricordare che i paesi del Molise erano attraversati da quattro linee di fronte nella seconda guerra mondiale, tra i quali Rocchetta, attraversata dalla Linea Gustav; al suo interno sono conservate divise, armi e reperti dei diversi schieramenti.salatedeschimodificata

Proseguendo verso ovest si può visitare la meravigliosa chiesa di Santa Maria delle Grotte (definita dallo scrittore e architetto Franco Valente uno “splendido monumento dell’architettura rupestre benedettina”) e gli scavi archeologici della Grotta Reali, curati dal 2001 dall’Università di Ferrara.

6359142Della chiesa non abbiamo fonti storiche che testimoniano il periodo di fondazione, comunque si pensa all’ottavo secolo, collegabile con l’organizzazione delle terre di San Vincenzo. La chiesa fu edificata sulla strada che collegava la Campania e la badia di San Vincenzo ed essa era tappa fissa dei pellegrini (si veda il grande affresco che riproduce san Cristoforo, patrono dei pellegrini e viaggiatori.) Dopo attente ricerche archeologiche, oltre a ritrovare testimonianze di epoca sannitica, sono state trovate delle attrezzature per la produzione olearia e vinaria, questo fa pensare a un complesso monastico e non a un’unica chiesa, la quale ebbe il suo periodo di fioritura nel XIII e XIV secolo. Il portale della chiesa è sormontato da due colonnine aventi uno stile molto semplice, mentre nella lunetta è presente un affresco Madonna con bambino.DSC_5106-copia L’interno è costituito da un’aula principale con presbiterio con arco trionfale gotico, invece sulla destra della navata centrale c’è un secondo spazio interamente affrescato addossato su una parete rocciosa. DSCF6419-copiaNumerosi sono gli affreschi presenti sulle pareti della chiesa, di cui molti danneggiati con i restauri del tempo. Nel XII secolo sono affrescate le pareti di sinistra dell’area principale con i santi, tra cui quello di San Cristoforo e di San Benedetto, nel XIII secolo quelle dell’ambiente parallelo a quello centrale, da notare i tre apostoli e la nicchia con Adorazione dei magi e Santi. Del XIV secolo sono gli affreschi della cappella a destra del presbiterio.

C’è tanto e troppo da dire di Rocchetta al Volturno, così lascio a voi l’approfondimento della storia di questo borgo. Ovviamente dopo aver visitato Rocchetta, vi suggerisco di sostare all’Abbazia di San Vincenzo, dove potrete visitare gli scavi archeologici dell’antica abbazia e l’attuale complesso monastico situato più a est.

Di Fabrizio Ferritto

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Per approfondimenti sulla chiesa di S. Maria delle grotte, visitate il suo sito, da cui ho ripreso diverse informazioni: http://www.francovalente.it/2007/12/25/la-chiesa-rupestre-di-s-maria-delle-grotte-a-rocchetta-a-volturno/

Per ulteriori informazioni sul Museo del Secondo Risorgimento italiano visitate: http://www.worldwarmuseum.com/home.php

È disponibile online, in formato PDF, il resoconto dell’università di Ferrara sugli scavi archeologici della Grotta Reali: http://www.academia.edu/4877040/2012._GROTTA_REALI

Per informazioni sul Museo del Paleolitico di Isernia visitate:

http://www.archeologicamolise.beniculturali.it/index.php?it/215/museo-nazionale-del-paleolitico-di-isernia-la-pineta

Sito turistico di Rocchetta al Volturno: http://www.rocchettaavolturno.eu/

 

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