CatturaòDopo l’ennesimo attacco al cuore di Parigi, mi sento in dovere di aprire una nuova rubrica nella quale vi accompagnerò nelle epoche storiche alla ricerca di una conferma, la conferma che il terrorismo è sempre stato presente all’interno del nostro apparato societario e che abbiamo sempre convissuto con la paura della morte causata da piccoli o grandi eventi. Cercherò, nel tempo, di comporre dei discorsi che dovrebbero seguire un filo logico che ci permetta di arrivare a conclusioni accettabili. Nel corso dei miei discorsi tenterò di riprendere ed analizzare insieme a voi i documenti storici più significativi per riuscire a calarci nei panni degli uomini di quel tempo, convivendo con paure e terrori di quel preciso periodo storico. Mi scuso già da ora per alcuni paragoni arditi che dovrò fare per mettere in relazione eventi che stanno accadendo oggi con eventi che sono accaduti in passato. Ovviamente non sto cercando di proporvi su un piatto d’argento una determinata verità storica, data la sua complessità e il vario modo di interpretazione di un singolo evento, ma proverò a farvi entrare in un ragionamento completamente personale, aperto alle discussioni ed alle domande.

Dopo questa doverosa premessa veniamo a noi.

75879Ogni volta che accendiamo un telegiornale o apriamo un quotidiano ci troviamo di fronte alla storia che viene scritta dalle azioni politiche, religiose, belliche, etc. di singoli uomini o di intere nazioni. Grazie alla diffusione mediatica odierna, il canale delle informazioni è costantemente reperibile e le persone di tutto il mondo civilizzato possono essere al corrente di fatti che avvengono dall’altra parte del globo. il_570xN.412922446_189pQuesta finestra sul mondo è assolutamente positiva per la nostra conoscenza e per il nostro bagaglio culturale, ma può essere utilizzata anche come arma a doppio taglio.Il terrore e la paura stanno dilagando nella nostra società. Prima gli Stati Uniti, poi l’Europa. Dall’inizio del nuovo millennio, il modo in cui osserviamo il prossimo (soprattutto l’Islamico), il modo in cui lo trattiamo, il modo con cui ci muoviamo è completamente cambiato. Molte persone sostengono che non è vero, che c’è sempre stato spazio per tutti, ma sfido qualcuno ad affermare che, notando un uomo Islamico dentro l’aeroporto o addirittura dentro il proprio aereo, si sia sentito al sicuro.

Con questo ragionamento sul presente, appena abbozzato e che andrà espandendosi man mano che gli articoli di questa rubrica verranno scritti, intendo far capire alle persone che in realtà, questo “nuovo” stato d’animo che impone il terrore all’interno delle nostre anime, è antico di almeno millecinquecento anni e che, in un modo o nell’altro, ci abbiamo sempre convissuto.

La novità spaventa sempre di più di qualcosa che è già successo in passato. Basti pensare all’importazione cinese, da sempre esistita nella rete commerciale Europea, almeno da quando Marco Polo si spostò verso Oriente (1254 – 1324). Facendo però risultare l’importazione cinese una novità a tutti gli effetti ed una piaga per la società, gli uomini instaurano un regime d’odio mentale nella loro quotidianità che non può che sfociare in collera.

Sarà proprio questo l’argomento che andremo a trattare, il modo in cui è cambiato il nostro modo di rapportarci con l’altro nel quotidiano, la paura di recarsi all’aria aperta, di vivere la propria vita innocentemente, girando per il mondo.Comic_History_of_Rome_Table_07_Flaminius_restoring_Liberty_to_Greece_at_the_Isthmian_Games Negli articoli che seguiranno passeremo in rassegna le invasioni dei Popoli germanici, l’arrivo della Peste, parleremo delle varie inquisizioni e del loro modo di infondere il terrore nel quotidiano. Voglio dimostrarvi che il terrorismo non è come lo definisce la Treccani: L’uso di violenza illegittima, finalizzata a incutere terrore nei membri di una collettività organizzata e a destabilizzarne o restaurarne l’ordine, mediante azioni quali attentati, rapimenti, dirottamenti di aerei e simili.” ma consiste in un processo molto più complesso, che affonda le radici molto prima della Rivoluzione Francese. Il terrorismo è uno stato mentale, un modo di vivere, un tumore con cui convivere. Spero che, riuscendo a comprendere il nostro passato , potremmo guardare al futuro con più consapevolezza, serietà e critica storica.

Un abbraccio a Parigi.

Di Lamberto Cappelletti

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