La cittadina in cui voglio portarvi questa settimana sorge su un colle alle pendici del monte di Gonare, nella Barbagia nuorese, in un territorio colmo di storia sepolto ancora sotto i nostri occhi, un paese che in passato è arrivato a contare diciassette chiese per le sue forti tradizioni. Siamo ad Orani, un paese di circa tremila anime in provincia di Nuoro.5558754842_daac174567_b

Diverse sono le testimonianze archeologiche che ci fanno datare i primi insediamenti nel territorio di Orani nel IV – III millennio a.C., infatti, camminando tra i boschi oranesi ci si può imbattere facilmente in qualche “Domus de janas”, come quella di “Nidu ‘e Corbu”. Le testimonianze nuragiche nella zona sono molteplici, da costruzioni isolate a complessi nuragici; sotto l’impero romano, la zona a nord faceva parte della “Barbaria” (oggi chiamata Barbagia), mentre a ovest sorgeva il centro cittadino di Oddini, borgo di cui abbiamo le ultime tracce nel XIV secolo. Dopo la caduta dell’impero romano il territorio della barbagia fu protagonista di un intensa azione evangelizzatrice da parte della chiesa romana, infatti nel periodo romano la zona rimase fedele alle sue tradizioni.p065_0_00_1 Nel VI secolo con la dominazione bizantina della Sardegna, il centro di Oddini si ingrandì con la costruzione della chiesa di Sant’Elia. Nella metà del X secolo Gonario II di Torres, governante del giudicato di Torres, fece erigere come ex voto una chiesa sulla vetta del monte Gonario in nome della Madonna. Tra il XIV e XV secolo Orani ebbe un incremento demografico, causato dalle diverse carestie che stavano dilaniando i villaggi vicini. marchesato-stemmaAgli inizi del ‘300 gli aragonesi occuparono la città, che era caduta nelle mani dei pisani nel XI-XII secolo. Dopo secoli di lotte intestine tra i signorotti della zona, nel 1617 la famiglia dei De Silva ottenne da Filippo III, re di Spagna, la formazione del marchesato di Orani. Nel 1720 l’isola passò sotto il dominio sabaudo, dopo una breve parentesi asburga, ma solamente nel 1843 il marchesato di Orani passò al fisco del Regno. Nel 1917, sulle alture a nord della città cominciò un’intensa estrazione mineraria di Talco, ma solamente nel secondo dopoguerra si formarono le condizioni giuste per l’estrazione del minerale. Dopo la crisi degli anni ’70 il paese iniziò ad affermarsi nel settore terziario.

I luoghi da visitare ad Orani e nel territorio onanese sono tanti, ma cercherò di fare un accenno a tutti i luoghi di particolare interesse.

11150571_819644088118147_7686162932487248524_nStraordinario è il complesso nuragico di Nurdole, un vero e proprio santuario della civiltà Nuragica. Situato a nord di Orani, sul confine con Nuoro, il sito di Nurdole era abitato già dal 2500 a.C. e i nuraghi vennero eretti tra il 1500-1400 a.C. su un basamento in granito. Nel 1200 a.C. il complesso nuragico acquisì una funzione sacrale e il centro fu trasformato in un enorme santuario.11146536_819643811451508_8084714699281383666_n Per la sua costruzione fu progettato un sistema idraulico che raccoglieva l’acqua purificatrice in una grande vasca. Intorno alla vasca e nel cortile i pellegrini offrirono molteplici ex-voto (spade votive, punte e puntali di lance, statuine di bronzo etc) , tra cui sono state rinvenute diverse manifatture extrainsulari.Z_15943_askos Nurdole Molte furono le testimonianze di manufatti etruschi, ma anche filistei e addirittura egiziani, con il ritrovamento di uno scarabeo.Z_2836_001 (2)

56_bigAd ovest di Orani, al confine con il comune di Orotelli, si possono trovare tra i rovi e le sterpaglie le vestigia del centro di Oddini, di cui oggi riaffiorano una parte del centro termale di origine romana e le chiese di Santu Jorgi, Sant’Elias e Santu Predu. Ovviamente basta passeggiare in tutto il territorio di Orani per imbattersi in qualche struttura della civiltà nuragica e prenuragica.

5053907472_31b38e5a2d_zA sud del centro cittadino, sulla punta del monte Gonario vi sorge il santuario di nostra signora di Gonare, fondato leggendariamente nella metà del XII secolo da Gonario di Torres che tornando in Sardegna dalla II crociata, fu sorpreso da una burrasca e fece voto alla Madonna che, se l’avesse salvato, avrebbe costruito una chiesa in suo onore.110341040 La chiesa ha un aspetto di un fortino, dato dall’utilizzo nella sua costruzione di pietra scura. L’interno è molto essenziale, da notare le arcate e i costoloni della volta del presbiterio che sono fatturati in tranchite rosa, mentre nella nicchia del presbiterio è presente una statua marmorea che rappresenta una Madonna col Bambino, di epoca incerta.

DSCN67262Una volta discesi ad Orani si vedono sulla destra i ruderi suggestivi dell’antica chiesa di S. Andrea Apostolo. Essa fu costruita da architetti catalano-aragonesi nel XVI secolo; nel seicento ebbe il suo massimo splendore, con 5 altari alterali e 4 cappelle, e nell’ottocento iniziò il suo decadimento culminato con il suo crollo.10229467696_8ec7fd6beb_b In seguito nell’area attorno alle sue rovine fu realizzato il campo santo, non a caso oggi viene ancora chiamato “Su Campusantu Vetzu”. Le vestigia della chiesa, con il suo campanile di fattura aragonese, vengono adoperate ancora oggi creando un’atmosfera suggestiva. Entrati nell’abitato, ci si imbatte nella chiesa di Nostra Signora del Rosario, chiesa mononavata voltata a botte, interamente affrescata nel settecento. image.Gli affreschi rappresentano: le nozze di Cana, i Santi Caterina da Siena e Paolo Eremita, la battaglia di Lepanto e la Predica di San Domenico. Più avanti è possibile ammirare la chiesa di Nostra signora d’Itra, in facciata un piccolo rosone e decorazioni in graffito dell’artista oranese Costantino Nivola.3764699273_5fb37f7fce_z L’interno è di fattura tardo-gotica, ad un’unica navata voltata a botte. La volta del presbiterio è interamente affrescata con figure di angeli e cherubini. Seguendo sulla strada principale ci si imbatte in diversi palazzi signorili, che ci accompagnano fino alla piazza dove sorge il convento seicentesco dei frati minori osservanti, dove sono situati la chiesa francescana e il comune. Proseguendo il nostro percorso si può ammirare la chiesa Neo-classica di Sant’Andrea Apostolo, terminata nel 1930. 5558753738_b05c36eff8_zL’architettura ricorda molto le ville palladiane, per il suo aspetto neoclassico-monumentale e il suo colore chiaro. All’interno si possono apprezzare: l’opera d’arte di Mario Delitalia, usata come pala d’altare, il pulpito seicentesco in marmo intarsiato, proveniente dall’antica chiesa parrocchiale, il pulpito ligneo che apparteneva alla chiesa del Rosario e un prezioso retablo datato alla fine del XVI secolo.

1599814_origNel 1995 nasce sulla collina di “Su Canturu” il complesso museale dedicato interamente a Costantino Nivola, grande artista oranese del novecento. Il Museo comprende più di 200 opere e nel 2004 fu inaugurato un parco dedicato all’attività dell’artista.

Ultimo suggerimento è di inserire Orani nel vostro prossimo viaggio in Sardegna, perché la Sardegna non è solo mare, ma è un mondo tutto da scoprire, per non parlare della civiltà nuragica, ancora sconosciuta.

1970630_10202608150184045_1089005739_nP.S.: se capitate a Orani nel periodo che intercorre le celebrazioni di Sant Antonio (17 gennaio) e il giorno di Carnevale, potrete partecipare al carnevale di Orani scoprendo la figura del “Su Bundu”, una maschera indossata con degli abiti tipici. La maschera è costruita interamente in sughero colorato di rossa, essa è composta da lunghe corna, un grosso naso, pizzo e baffi. Questa manifestazione nasce come danza propiziatoria della fertilità e dell’abbondanza di messi, tradizione tramandata dalle antiche popolazioni che abitavano la Barbagia. Nonostante l’arrivo del cristianesimo, la tradizione si mantenne, cambiando la figura del Bundu nel diavolo.

 Di Fabrizio Ferritto

 

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INFO:

Portale di Orani: http://www.orani.it/

Sito ufficiale del comune di Orani: http://www.comune.orani.nu.it/index.asp

Parte dell’articolo uscito nel mese di Settembre-Ottobre su ArcheologiaViva su Nurdole: http://www.archeologiaviva.it/index.php/article/2032/IL-SACRO-MONTE-DI-NURDOLE.html

Portale internet sulla Maschera del “Su Bundu”: http://www.subundhu.it/

 

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Fabrizio Ferritto

Fabrizio Ferritto

3 Comments

  • Sig. Archeologo Ferritto sei un grande! Hai tutta la mia stima solo dopo il primo tuo articolo che ho letto, spero e conto di poterne leggere altri. Scrivi in un italiano semplice, chiaro e conciso e parli di cose interessanti da esperto in materia come sei! Sappi che mi hai fatto venire la curiositá di vedere Orani, paesello in cui non sono mai stata e che l’estate prossima cercherò di vedere seguendo i tuoi consigli su cosa vedere e i tuoi cenni storico-archeologici. Io da sarda non sapevo del nuraghe e neppure delle domus de janas, cioè ne ho visto tante altre, ma lí non ci sono mai stata. Conoscevo il paese solo per aver dato i natali a Costantino Nivola che avendo lavorato con Le Corbusier ovviamente è piú famoso. Grazie per avermi fatto leggere il tuo articolo, spero sia uno dei primi di una lunga serie! Tanti auguri per tutto, non vedo l’ora di leggere qualcosa anche sulla tua zona e sui popoli che la abitavano e i loro resti perchè di quella non ne so nulla 🙂 hai detto bene in Sardegna non c’è solo il mare, ma pochi vanno oltre qui. Avrai un grande futuro, te lo auguro