“Io al crepuscolo guardavo incupito il lago che s’incupiva. L’Isola di San Giulio, così radiosa sotto il sole, sorgeva dalle acque come l’isola dei morti di Böcklin.” Da “Numero Zero” di Umberto Eco

Anche il giovane ghostwriter di Numero Zero, ultimo libro di Umberto Eco, si dà appuntamento ogni fine settimana nella riviera di Orta San Giulio, dove ha acquistato una casetta per passare i fine settimana in compagnia della sua fidanzata. Ed è proprio di questa riviera, anzi, dell’Isola di San Giulio che vi voglio parlare.10
Ci troviamo nella zona più a nord del Piemonte, a 290 m dall’altezza del mare in una valle scavata migliaia di anni fa da un immenso ghiacciaio nel quale nacque un lago: il lago di Orta. Il paesaggio, formatosi con il passare degli anni,s.giulio è stato decantato da poeti e illustrato da pittori fino ai giorni nostri ed esso fu scelto per la costruzione di un tempio cristiano sull’isola che “sorge dalle acque” dedicato a San Giulio.
Giulio di Orta, nato a Egina nella metà del IV secolo d.C., partì come missionario insieme a suo fratello Giuliano per convertire i pagani che si trovavano più a settentrione della penisola italica, distruggendo i templi di questi e costruendo chiese. Dopo aver eretto la 99° chiesa, abbandonò suo fratello a Gozzano e si diresse presso l’Isola, che in seguito verrà denominata San Giulio, anticamente abitata da creature serpentiformi e da draghi. Non avendo nessuno che lo portasse sull’isola, stese il suo mantello attraversando il lago e dopo uno scontro feroce con queste creature eresse la sua centesima chiesa (infatti proprio per la sua smania di costruire divenne protettore dei muratori).
In questo luogo egli morì e ancora oggi le sue spoglie sono conservate nella chiesa omonima. Nel IX secolo inform1l’isola passò sotto la giurisdizione della diocesi di Novara, sul suo territorio il vescovo costruì un castello perché si trattava di una zona strategica. Agli inizi del ‘200 l’isola perse il monopolio economico della zona il quale si spostò a Orta, borgo che stava acquistando importanza nella politica interna ed estera del lago. Nel 1841 fu distrutto il castello per far posto al seminario vescovile, che nella seconda metà del ‘900 fu inglobato al monastero Mater Ecclesiae.
Oggi per attraversare il lago non c’è bisogno di nessun mantello magico, ma ci si può imbarcare direttamente dalla piazza centrale di Orta San Giulio, dove dei OLYMPUS DIGITAL CAMERAsimpaticissimi imbarcaderi (vedi INFO) vi traghetteranno verso l’isola di San Giulio. Una volta scesi, vi imbatterete in uno dei capolavori dell’architettura romanica italiana e novarese: la Basilica di San Giulio. Recenti scoperte archeologiche hanno portato alla luce le prime fondamenta 52628782della chiesa, datate IV-V secolo, forse proprio quelle del Santo evangelizzatore. Essa fu restaurata in diverse epoche storiche, l’ultima risalente alla fine del ‘700.
La facciata è divisa in tre sezioni da paraste, orlata da una cornice di archetti pensili e affiancata da due piccole torri con finestre bifore. L’ingresso originale è preceduto da un pronao sormontato da una grande finestra a serliana, ma per vedere l’ingesso principale biso259x350gna prima entrare in chiesa, poiché l’ingresso dei visitatori è posto sul lato meridionale della basilica. L’interno è a tre navate divise da pilastri con affreschi del ‘300 – ‘400, il transetto è sopraelevato e due bellissimi matronei percorrono la navata centrale. Il catino absidale e le volte della navata maggiore sono state affrescate e decorate nel periodo baroccheggiante; ma la maggiore particolarità che la chiesa ci offre è l’ambone della basilica in marmo nero, di forma rettangolare con lunette sporgenti, sostenuto da quattro colonne di cui due con fusto decorato. Il parapetto è costituito da diverse figure iconografiche le quali simboleggiano la lotta tra il bene e il male, al centro di esso si trova un personaggio misterioso: si tratta di una figura maschile in posizione ieratica, sebbene la sua identificazione è ancora oggi sconosciuta, si pensa sia un autoritratto dello scultore Guglielmo da Volpiano, artista lombardo attivo in Renania.

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la via del silenzio san giulioUna volta usciti dalla basilica vi immergerete in una stradina chiamata “via del silenzio e della meditazione”, dove potrete ammirare l’ottocentesco Palazzo dei Vescovi e l’Abbazia Benedettina Mater Ecclesiae e se sarete fortunati, potrete assaggiare il famoso 5539986824_15938378f6_b“pane di San Giulio”, sfornato ogni giorno direttamente dalle sorelle benedettine. Dopo aver meditato sul da farsi, vi appropinquerete al piccolo molo dove verrete traghettati sulla riviera di Orta San Giulio. A questo punto, vi suggerisco (oltre di visitare il borgo settecentesco) di fare una passeggiata sul Sacro Monte di Orta, considerato patrimonio dell’umanità. Qui, come Eco descrive nel suo libro, potrete ammirare: “una serie di cappelle che s’inerpicano su un colle, e vi si aprono mistici diorami di statue policrome a formato naturale, angeli ridenti ma soprattutto scene della vita di san Francesco”.
Infine, come ultimo suggerimento, vi invito a visitare questo luogo suggestivo che spero colpisca voi proprio come ha colpito me.

Di Fabrizio Ferritto

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INFO:

Sevizio Imbarcadero: http://www.navigazionelagodorta.it/it/index.php

Comune di Orta San Giulio: http://www.comune.ortasangiulio.no.it/

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