L’Egitto, dono del Nilo

La civiltà egizia, proprio come quella mesopotamica, è una civiltà urbana che si sviluppa attorno ad un fiume: il Nilo.

L’agricoltura sta alla base dell’economia ed è favorita dalle acque del fiume, il quale periodicamente inonda il terreno rendendolo fertile.land-africa-the-river-the-nile-red-sea-mediterranean-sea-sinai-peninsula

Nei periodi di piena del Nilo, le attività agricole si susseguono febbrilmente. Tutto questo processo di sfruttamento delle risorse naturali richiede, per essere portato correttamente a termine, la presenza di un’autorità centrale in grado di coordinare e dirigere i lavori. E’ così che si sviluppa la società egizia per come la conosciamo.

Le fasi della storia egizia

E’ possibile suddividere la storia egizia in più fasi, le quali corrispondono a periodi caratterizzati da un forte potere centrale e periodi di crisi e di frammentazione politica.

Dopo l’unificazione di Alto e Basso Egitto si distinguono:

  • L’Antico regno (dal 2850 al 2200 a.C.)ancient-egypt-image3
  • Un primo periodo intermedio (dal 2200 al 2040 a.C ca)
  • Il Medio regno (dal 2040 al 1786 a.C.)
  • Un secondo periodo intermedio (dal 1786 al 1570 a.C.)
  • Il Nuovo regno (dal 1570 al 1085 a.C.)

L’Antico regno, con capitale a Menfi, è caratterizzato da momenti piuttosto felici per l’Egitto, come l’elaborazione di quella cultura che sarà sempre un costante punto di riferimento e un modello esemplare per le generazioni successive. Risalgono a questo periodo la costruzione presso Giza delle piramidi dei faraoni Cheope, Chefren e Micerino. Vengono inoltre condotte delle campagne militari in Libira, nel Sinai e in Nubia, il che permette agli egizi di importare preziosi materiali e schiavi.

Giza1Quando le spinte centrifughe dei governatori locali si fanno insostenibili, l’Antico regno entra in crisi, sia politicamente che economicamente, si assiste infatti ad una crisi agricola, con un conseguente aumento della criminalità tra gli strati più bassi della società.

Solo nel momento in cui il potere dei singoli governatori viene drasticamente ridotto, è possibile una rinascita politica ed economica, coincidente con il Medio regno, con capitale Tebe (l’attuale Luxur). La politica di espansione può finalmente riprendere, questa volta verso la Palestina.

La prosperità del Medio regno, viene bruscamente interrotta, quando si 285c6f8e-a140-472d-803f-7c347ec2628cverifica l’invasione degli Hyksos, letteralmente i capi di paesi stranieri: lo Stato è nuovamente in crisi. La riscossa egizia, partita da Tebe, culmina con l’approdo al Nuovo regno. Il Mediterraneo orientale, una volta rinsaldati i domini costieri, entra nell’orbita commerciale egizia, generando, di conseguenza, un benessere generale, attestabile attraverso la diffusione di ricchi monumenti funebri, riuniti in quella che verrà definita la Valle dei Re.

nov5251Durante il Nuovo regno si verifica un evento politico-religioso di notevole importanza, il faraone Amenofi IV, meglio noto come Akhenaton (1377-1358 a.C.), cerca di imporre in tutto l’Egitto il culto di un’unica divinità, Aton, dio del disco solare. Il suo scopo era quello di contrastare il sempre più crescente potere del quale disponeva la classe sacerdotale, ma il suo piano fallisce a causa dell’incomprensione popolare e della resistenza dei sacerdoti stessi. Tra coloro che regnano nel periodo del Nuovo regno, merita di essere citato il celebre Tutankhamon (letteralmente immagine vivente di Amon, protettore del sovrano), noto soprattutto per il mistero che circonda le circostanze della sua morte e il ritrovamento della sua tomba.

Col tramontare del Nuovo regno sono già visibili i primi momenti di crisi della potenza egizia, aggredita dalla popolazione Hittita a causa di un contenzioso sul possesso del territorio siriaco. Nulla si risolve con la battaglia di Qadesh, dove gli Egizi guidati da Ramsete II non ottengono altro che un’infruttuosa serie di perdite, mascherata come una grande vittoria. Entrambi gli stati però, sia quello hittita che quello egizio, sono destinati a soccombere di fronte alle invasioni dei cosiddetti Popoli del mare, genti di origine indoeuropea. Dopo la perdita dei possedimenti asiatici, si avvia un processo di inarrestabile decadenza, a partire dal quale la grandezza dell’Egitto sarà costretta a soccombere sotto il peso di grandi conquistatori, come la Persia e Roma.Seevölker

La società egizia

struttura_piramidaleLa società egizia appare fortemente gerarchizzata. Al vertice di un’ideale piramide sociale sta il faraone, nelle cui mani è accentrato il potere. Il faraone è concepito come una divinità, scesa in terra per governare il popolo eletto con lo scopo di garantire l’ordine e l’equilibrio. Conseguentemente a questa funzione a lui attribuita, derivano il suo potere religioso e militare che lo rendono simultaneamente sacerdote supremo e capo degli eserciti. Sul gradino successivo sta un efficiente apparato burocratico, costituito da funzionari e scribi che garantiscono il funzionamento della macchina sacerdotestatale. Gli scribi sono veri e propri specialisti della scrittura, conoscono a fondo i segreti della particolare scrittura pittografica egizia: i geroglifici. Il loro apprendimento è molto faticoso, ma lo scriba ha davanti a sè la prospettiva di una fulgida carriera. Un ruolo importantissimo è svolto anche dai sacerdoti, organizzati secondo una precisa gerarchia, i quali sono i depositari di un sapere non solo religioso e magico, ma anche tecnico e scientifico. Alla base della piramide sociale stanno i soldati, ai quali erano solitamente preferiti mercenari stranieri, gli artigiani e i contadini. Esclusi da qualsiasi classificazione ci sono gli schiavi, privati di qualsiasi diritto e dignità umana i quali appartengono, come oggetti, al proprio padrone.BD_Weighing_of_the_Heart

La religiosità egizia

FOTO 1 Osiride tra il Duplice Occhio di HorusLa religione egizia è frutto della fusione di vari culti locali, caratterizzati dallo zoomorfismo unito all’antropomorfismo. Il ruolo più importante è rivestito da Osiride, il dio della vegetazione, il quale muore e poi resuscita e il cui compito è quello di governare il mondo dell’aldilà. E’ affiancato dalla moglie Iside, la quale ha generato Horo, re d’Egitto. Altre divinità importanti sono Seth fratello di Osiride, Ra il sole, Aton il disco solare e Anubi il custode dei morti.

Allo zoomorfismo si accompagna un vero e proprio culto degli animali divinizzati, i quali vengono rispettati in vita, imbalsamati e opportunamente sepolti dopo la morte, per rispettarne la natura divina.

Nes-pa-ka-schuti © Lippisches Landesmuseum Detmold -  foto-dpi.com  (4)La religione egizia si contraddistingue anche per l’originale modo di concepire il rapporto tra mondo dei vivi e dei morti: la morte introduce infatti alla vita eterna, acquisiscono perciò particolare importanza il luogo di sepoltura e la mummificazione, essenziali per un sereno e rispettabile passaggio nel mondo dei morti.

La magia era tendenzialmente diffusa in tutti gli strati della popolazione, attraverso il culto di amuleti contro il malocchio e la sfortuna.

A cura di Fiammetta Gori

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