Il colosso di Rodi

Il Colosso, alto ben 32 metri e posto all’imboccatura del porto di Mandraki a Rodi, raffigurava Helios vincitore.

La storia della sua nascita fu piuttosto curiosa: Demetrio Poliorcete invase Rodi nel 305 a.C. con una vasta armata e in particolare con un’enorme torre d’assedio ma dapprima la sua flotta fu distrutta da una tempesta, la torre fu resa inservibile a causa del terreno intorno alla città di Rodi e infine un esercito alleato giunse e mise in fuga Demetrio.

La torre venne smantellata e, insieme al bronzo recuperato dagli assedianti, costituì la base del colosso come offerta votiva al Dio Sole. Un terremoto la fece crollare già nel 293 a.C. ma i suoi resti rimasero sul luogo fino a metà del 600 d.C. quando Rodi venne occupata dagli arabi che fecero a pezzi e vendettero quanto rimaneva del Colosso.


I giardini pensili di Babilonia

I giardini pensili sono mai esistiti? Nessuna fonte archeologica può attestare con certezza la loro esistenza e sarebbero la sola meraviglia dell’antichità ad essere frutto dell’immaginazione di Erodoto.

Se fosse esistita sarebbe di certo stata un’opera ingegneristica senza pari voluta dal re Nabucodonosor II intorno al 590 a.C., con macchinari complessi che permettevano di irrigare fiori e piante delle varie terrazze di cui era composto il giardino.


Mausoleo di Alicarnasso

La tomba costruita nel 350 a. C. per Mausolo, satrapo persiano dell’antica regione di Caria in Asia Minore, fu così impressionante che il suo nome divenne per antonomasia quello di tutti i grandi monumenti funebri.

La struttura si presentava, secondo le fonti, come una curiosa miscela di elementi architettonici greci, medio-orientali ed egiziani e venne realizzato dalla collaborazione di artisti provenienti dai luoghi più disparati. Distrutto da un terremoto, i moderni scavi archeologici rivelarono nell’area molti resti di buoi, uccelli e pecore, probabilmente immolati per Mausolo stesso.


Faro di Alessandria

Ideato dall’architetto Sostrato di Cnido al servizio di Tolomeo I e completato da Tolomeo II intorno al 280 a.C. sulla piccola isola di Pharos, da cui prese il nome, si presenteva come un’alta torre quadrangolare con un fuoco ardente sulla cima, forse con specchi parabolica per aumentarne la luminosità.

La sommità doveva essere sormontata da una statua di Helios. Una scala a chiocciola permetteva di raggiungere i vari ambienti interni tra cui sale per riunioni e alloggiamenti per chi doveva occuparsi del funzionamento del faro.

L’edificio, danneggiato da diversi terremoti, cadde in rovina tra il XII e la fine del XIV secolo, quando il sultano d’Egitto Qāytbāy al-Maḥmūdī costruì un forte sulle sue rovine.


Tempio di Artemide

Il meraviglioso Tempio dedicato alla dea Artemide, vergine cacciatrice, subì numerose distruzioni da quando nel 550 a.C. Chersiphrone di Cnosso ristrutturò un precedente santuario nella sua stessa zona, facendone un edificio colossale.

La prima distruzione risale a Erostrato, un pastore che per rendere immortale il proprio nome mise a fuoco il tempio nel 356 a.C., scoperto venne subito condannato a morte dagli efesini.

La seconda devastazione si ebbe ad opera dei Goti, che nel 263 d.C imperversarono nella zona senza che i romani riuscissero a fermarli.

La terza e ultima si ebbe nel 401 d.C. quando il vescovo cristiano Giovanni Crisostomo convinse al popolazione ad abbattere definitivamente quell’antica vestigia di una religione ormai morente.

https://youtu.be/iewbWwmJge8

Statua di Zeus a Olimpia

Questa statua raffigurante Zeus in trono, alta quasi 13 metri, fu realizzata in oro e avorio ad opera dello scultore Fidia. La sua dimensione era così imponente che Strabone, nel descriverla, racconta che se mai Zeus avesse deciso di alzarsi avrebbe scoperchiato il tempio in cui si trovava!

Dopo varie vicissitudini venne acquistata da un ricco privato di Costantinopoli e qui perì tra le fiamme dell’incendio del 475 d. C.


Grande piramide di Giza

Costruita da Cheope oltre 4.500 anni fa da pietre del peso di 2,5-15 tonnellate ciascuna, la Grande Piramide rimase la struttura artificiale più alta del mondo per quasi quattromila anni.

Scavi nelle vicinanze hanno rivelato che è probabile che fino a 100.000 lavoratori qualificati e ben nutriti siano venuti da tutto il paese per vivere in una città temporanea mentre costruivano le piramidi per le vite ultraterrene dei faraoni.


I testi sono a cura di Daniele Reano.

Le illustrazioni sono a cura di Tania Gennarelli.

Le voci nei video sono di: Mattia Marioli, Lorenzo Hofstetter, Alessia Di Loreto, Daniele Reano, Silvia Frison, Tania Gennarelli e Sofia Mazzini.

Il montaggio dei video è a cura di Fabrizio Ferritto.

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