La preistoria copre un lungo arco di tempo che va da 4-5 milioni di anni fa fino al 3700-3500 a.C. e ci permette di comprendere l’evoluzione dell’uomo dalla sua comparsa fino all’ultima fase della sua evoluzione ovvero la scoperta della scrittura. Il termine “preistoria” oggi risulta inesatto poiché è stato usato da numerosi studiosi che, seguendo una convinzione errata ed attualmente superata , affermavano che la storia partisse dall’invenzione della scrittura e di conseguenza sostenevano che non vi potesse essere storia senza documenti scritti. Tuttavia questo termine è stato matenuto più per convenzione che per reali motivazioni.

ergaster1I cambiamenti climatici e ambientali hanno contribuito alle trasformazioni delle varie specie viventi, tra cui anche l’antenato dell’uomo che ha avuto origine in Africa, continente che 20 milioni di anni fa venne travolto da una serie di eventi catastrofici (terremoti, eruzioni vulcaniche…) causando una spaccatura molto profonda che rese il clima più asciutto e le temperature più alte. Questo fenomeno colpì soprattutto le foreste pluviali dove vivevano vari tipi di scimmie antropomorfe come i gorilla e gli scimpanzé. L’aridità del clima fece emergere la savana e comparvero le stagioni caratterizzate dalle piogge; per adattarsi a questo clima gli animali andavano in cerca di cibo e acqua seguendo lunghi percorsi. In questo habitat si svilupparono le scimmie antropomorfe e gli ominidi, strettamente legati da un antenato tutt’ora sconosciuto: quest’ultimi intrapresero un percorso evolutivo che permise loro di adattarsi ai mutamenti climatici.

mono2L’evoluzione e la diffusione dell’uomo

A differenza della foresta, nella savana bisognava spostarsi per cercare cibo e così, dopo una fase mista diandatura bipede e quadrupede, si arrivò all’andatura eretta che comportò i seguenti cambiamenti: la posizione della colonna vertebrale passò da curva a verticale, il piede si caratterizzò con dita lunghe ed alluce opposto, si ebbero la riduzione dei canini per quanto riguarda la dentatura e il rafforzamento dei molari per masticare cibi solidi. I primi ominidi vennero chiamati Australopitechi , esseri caratterizzati da una bassa statura e gambe corte, la cui dieta poteva essere vegetariana o mista. Il consumo di carne animale contribuì ad un maggiore apporto energetico e ad un notevole sviluppo del cervello. L’australopithecus anamensis risale a 4 milioni di anni fa ed è il più antico,mentre l’australopithecus afarensis èbody-Evolution stato ritrovato in una località dell’Etiopia nel 1974 e chiamato Lucy poiché lo scheletro apparteneva ad un individuo di sesso femminile, pesava dai 30 ai 50 chili ed era alto 120 centimetri. Gambe corte, braccia lunghe, i molari adatti alla masticazione di cibi vegetali e la grandezza del cervello simile a quella degli attuali scimpanzé descrivono perfettamente questa nuova specie di australopiteco.
Due milioni e mezzo di anni fa vi fu una differenziazione dell’afarensis in Australopithecus robustus e Homo. Il primo si specializzò in una dieta vegetariana diventando dipendente dall’ambiente e si estinse circa un milione di anni fa; il secondo si distinse per la sua dieta onnivora e l’utilizzo di strumenti nell’ambiente che lo circondava e proseguì la sua evoluzione. Mentre gli altri ominidi si limitavano ad utilizzare strumenti trovati nell’ambiente, l’Homo imparò a lavorare la pietra e ad utilizzare pietre scheggiate per staccare, pulire e tagliare la carne degli animali morti. La costruzione di utensili può essere messa in relazione con la capacità di astrazione e quindi con la nascita del pensiero concettuale, grazie al quale l’uomo poteva costruirsi delle immagini mentali e poi plasmarle secondo un determinato modello. La comparsa del linguaggio migliorò nettamente le condizioni di vita dei nostri antenati poiché permise la trasmissione di conoscenza da una generazione all’altra e favorì la comunicazione tra piùindividui.

Il primo ominide appartenente al genere Homo fu l’Homo habilis, particolarmente capace di costruire strumenti, visse tradiffusione2 Kenya e Tanzania. Al contrario, l’Homo rudolfensis visse presso il lago Turkana (Kenya), aveva dimensioni maggiori sia per le ossa che per la struttura corporea. L’homo rudolfensis permise lo sviluppo dell’Homo ergaster, alto 150-200 centimetri , con un peso che variava dai 45 ai 70 chili e una scatola cranica di dimensioni più ampie rispetto all’habilis. La sua dieta era ricca di carne, era capace di vivere in vari ambienti grazie ad una tecnologia avanzata con strumenti in pietra, osso e legno.
L’homo erectus visse nel periodo compreso tra 1,9 milioni e 300.000 anni fa, colonizzò l’Asia, l’Australia, l’Europa, il Vicino Oriente e andò alla ricerca di cibo, sicuro delle sue nuove abilità: l’uso del fuoco (utile per riscaldarsi e difendersi dagli animali selvatici) e la caccia. in Africa, circa 300.000 anni fa, l’Homo erectus continuò la sua evoluzione in Homo sapiens arcaico e Homo sapiens sapiens.
Dopo la scoperta dell’Uomo di Neanderthal, emersero i resti di un altro uomo preistorico detto di Cro-Magnon, dal luogo di ritrovamento. Più evoluto a livello anatomico, comparve tra i 75.000 ai 40.000 anni fa e venne chiamato sapiens sapiens, simile all’uomo moderno dal punto di vista anatomico ed intellettuale.
tagliatore I neanderthaliani che invece avevano una struttura tozza e poco sviluppata, adatta a climi freddi, furono spinti verso il Sud dell’Europa durante i periodi di glaciazione. La variazione climatica fu probabilmente la causa originaria della loro scomparsa circa 300.000 anni fa, ma fu l’uomo di Cro-Magnon che si impose grazie alla superiorità della tecnologia e all’organizzazione sociale fondata sulla collaborazione.

Paleolitico e Mesolitico

La preistoria si divide in tre diverse età: l’Età paleolitica detta semplicemente Paleolitico (letteralmente, età della pietra antica) che si data da circa due milioni di anni fino al 10.000 a.C.; l’Età mesolitica,chiamata anche Mesolitico (età della “pietra di mezzo”) che va dal 10.000 all’8000 a.C. e l’Età neolitica o Neolitico (età della “pietra nuova”) che si data dall’8000 al 4000 a.C.
Il Paleolitico: la pietra veniva lavorata per mezzo della scheggiatura mentre, per procurarsi il cibo, si ricorreva alla caccia di animali tra cui elefanti, mammut, orsi e alla raccolta di piante e frutti. Lo strumento principale per la caccia era la lancia di legno; inoltre venivano organizzate battute e piazzate trappole per catturare la preda e ucciderla. La dipendenza dall’ambiente causata da questo stile di vita, caratterizzato dal continuo spostamento in cerca di cibo, non consentiva di poter costruire abitazioni stabili nelle quali risiedere.Paleolitico02

Il Mesolitico: l’etàmesolitica si apre con la fine della glaciazione e l’inizio di un periodo di clima temperato; questi cambiamenti provocarono l’estinzione dei mammut e l’allontanamento di quegli animali il cui habitat era tipico delle regioni fredde. Una grande innovazione fu certamente la domesticazione degli animali, favorita dalla caccia e dalla scoperta di cuccioli da poter crescere, che ridusse la loro aggressività e li rese sempre più incapaci di cercare cibo e di conseguenza sempre più dipendenti dall’uomo. In questo periodo l’uomo imparò non solo ad usufruire degli animali come fonte di cibo, ma riuscì anche a impiegarli in diverse attività, fra cui l’aiuto nella caccia, la difesa dagli attacchi di altri animali e la produzione di lana, latte e pellame.
Il Neolitico: come si vedrà meglio in seguito, l’età neolitica è caratterizzata dalla levigazione della pietra e dall’introduzione dell’agricoltura.

a cura di Ludovica Buda

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