Henry_Fuseli_by_John_OpieGuardando un dipinto di Füssli, pittore svizzero naturalizzato inglese, si può star certi di almeno una cosa: le sue atmosfere sfumate, fredde e, a tratti, inquietanti faranno in modo di non lasciare indifferente lo spettatore.

Si sa che uno degli argomenti preferiti di questo straordinario pittore fu il sovrannaturale, che dipinse in più e più versioni e contesti – dalla Shakespeare Gallery fino alla Milton Gallery, passando perfino attraverso illustrazioni dell’Inferno della Divina Commedia –.

Rincorse l’Ideale in molti dei suoi dipinti, cercando di affiancarlo alla forte dose di esagerazione che lui riteneva a dir poco necessaria.

Fontana-di-Montecavallo-dei-DioscuriDa qui i suoi approfonditi studi Romani, i quali gravitarono intorno alle opere di Michelangelo ed alle statue della Fontana di Montecavallo, in piazza del Quirinale; erano opere, queste, che Füssli amava contemplare al calar del giorno, innalzate contro un cielo grigio e tetro oppure illuminate da un fulmine durante un temporale.

Non viene ricordato per la sua sensibilità ai colori, ma senza dubbio per la sua maestria nel modulare luci ed ombre sì; non costruì una tavolozza di colori come molti suoi colleghi, ma si limitò a scagliarci sopra il colore, quasi con noncuranza.

I suoi colori erano spesso applicati sotto forma di polvere, ancora secca, che veniva mischiata, in punta di pennello, con olio, trementina od oro, senza badare alla quantità ma puntando solo al risultato finale.

Questa irruenza noncurante potrebbe essere dovuta al fatto che fino ai 25 anni Füssli non dipinse mai ad olio.

 “L’incubo”

È uno dei dipinti più famosi di Füssli ed è anche, sicuramente, uno dei più suggestivi.John_Henry_Fuseli_-_The_Nightmare

Datato al 1781, fu esposto per la prima volta l’anno successivo alla Royal Academy di Londra e divenne subito celebre: una sua replica ad incisione fu largamente diffusa ed il dipinto fu anche soggetto di parodia a scopi di satira politica.

Sappiamo, però, che Füssli, di questo quadro, dipinse almeno tre versioni diverse.

Una di queste tre versioni arrivate sino a noi, dipinta tra il 1790 ed il 1791, è conservata a Francoforte; è più piccola dell’originale e la testa della donna è riversa verso sinistra; uno specchio è posto di fronte a lei e l’Incubo, munito in questa versione di orecchie da gatto, la osserva dall’alto.20150423110402

Nel tempo, le interpretazioni di questo quadro si sono veramente sprecate; il quadro, d’altronde, si presta ad essere visto e rivisto, sempre da una nuova angolazione.

Il soggetto dipinto si può definire sia oggettivo che soggettivo, in quanto ritrae sì una donna che sogna – il soggetto dell’incubo –, ma anche ciò che ella sogna – l’oggetto –.

L’oggetto in questione raffigura un Incubo ed una testa di cavallo, che fa capolino da dietro ad un ampio drappeggio, messo in evidenza da un suggestivo gioco di luci ed ombre.

Questi due elementi fanno parte del folklore del tempo riguardo agli incubi: il cavallo, nero come in questo caso, è ricco di valenze cupe e telluriche ed è quasi sempre simbolo di morte, mentre l’Incubo, appartenente alla mitologia romana, è un demone di aspetto maschile che giace sui dormienti, solitamente donne, per trasmettere sogni cattivi e talvolta per avere rapporti sessuali con esse.

La critica contemporanea è rimasta alquanto sorpresa dalla manifesta sessualità che il dipinto sprigiona, ed è, per questo motivo, talvolta interpretato come un’anticipazione sulle idee di Freud sull’inconscio.

Storia e descrizione

L’immagine di donna, stesa, sulla quale troviamo l’Incubo, ammiccante in direzione dello spettatore, è abbandonata e con il lungo collo esposto, tanto da farla sembrare senza vita.

La posizione in cui è riversa, supina, si pensava incoraggiasse gli incubi.

I colori che la caratterizzano, chiari e brillanti, sono in netto contrasto con i rossi, gialli ed ocra dello sfondo; Füssli qui mostra un sapiente uso del chiaroscuro: si vengono così a creare una serie di contrasti molto forti tra ombra e luce.

L’interno raffigurato è contemporaneo al pittore ed “alla moda”, con tanto di drappeggi di velluto cremisi sullo sfondo, da cui, appunto, fa capolino l’inquietante testa di cavallo, gli occhi ciechi, vuoti e vacui.fussli_l_incubo-620x180-1

Molto probabilmente questa opera fu ispirata da esperienze di ciò che oggi chiameremmo “sogni ad occhi aperti”, avute da Füssli e da suoi contemporanei: anch’esse erano collegate al folklore del tempo ed a fiabe appartenenti alla mitologia germanica che raccontavano di uomini e/o donne che, dormendo da soli, venivano posseduti da demoni e streghe.

In queste fiabe si racconta che gli uomini ricevevano la visita di vecchie megere, mentre le donne sembra che avessero, in questi incubi, rapporti sessuali con diavolo stesso.

L’etimologia stessa della parola “nightmare” (=incubo) deriva da “mara”, un termine appartenente dalla mitologia scandinava che si riferiva ad uno spirito mandato a tormentare o soffocare i dormienti.

Significati come questi della parola nightmare sono associati anche a sensazioni, quali senso di pesantezza sul torace, paralisi nel sonno, dispnea e sensazioni di terrore, che la persona addormentata può provare.

Questo dipinto incorpora in sé moltissime idee e moltissimi concetti legati a queste leggende ed a queste sensazioni: la testa di cavallo sarebbe, appunto, la testa del suddetto spirito – “mare” – e l’Incubo accovacciato sulla donna sarebbe dunque incarnazione della sensazione di soffocamento sopra citata.

musei_vaticani_009_arianna_dormiente_1_sec_dcPer quanto riguarda la donna, considerando anche l’ampia conoscenza di Füssli della storia dell’arte, il critico Nicholas Powell ha proposto che la sua posa possa derivare dalla Arianna Vaticana, mentre la posa dell’Incubo da alcune figure trovate a Selinunte, in Sicilia.

Un’altra interpretazione proposta è stata quella della derivazione dal “Sogno di Ecuba”, di Giulio Romano, a Palazzo Te.MediaManager

Il cavallo probabilmente è stato aggiunto dopo, in seguito ad un ripensamento dell’autore, dato che in un bozzetto in possesso del biografo di Füssli, questo non era presente.

La sua presenza rappresenta probabilmente solo un “gioco di parole” fattosi immagine sulla già citata etimologia della parola Nightmare, oltre che al tocco che contribuisce ad accrescere il tono “gotico” dell’opera.

Interpretazione ed eredità

Il contenuto erotico di questo quadro può essere spiegato con un fatto biografico dell’autore: pochi anni prima della sua realizzazione, Füssli si innamorò di una donna di nome Anna Landholdt, di Zurigo, durante un viaggio da Roma a Londra.

Anna era la nipote del suo amico Johann Kaspar Lavater, esperto di fisognomica.

Pare che Füssli chiese ad Anna di sposarlo, ma la sua proposta incontrò resistenza da parte del padre di lei e che, in ogni caso, il suo amore non fosse corrisposto: Anna sposò un amico di famiglia poco tempo dopo.

L’incubo, quindi, può essere visto anche come una rappresentazione molto personale del lato erotico di un amore ormai perduto.

H.W.Janson ha persino proposto, come interpretazione, che la donna addormentata rappresenti la Landholdt e che l’Incubo sia lo stesso Füssli.

Sicuramente questo dipinto è considerato molto rappresentativo in materia di istinti sessuali sublimati.

Interpretazioni legate a questa idea, appunto, vedono l’Incubo come simbolo della libido maschile, mentre l’atto sessuale sarebbe rappresentato dalla testa di cavallo che si intromette e “coglie in flaraganza di reato”.

Queste, ad ogni modo, restano tutte speculazioni, dal momento che l’autore non ha mai fornito commenti sulla propria opera.

In conclusione si può definire questo quadro come un vero e proprio sogno ad occhi aperti, tanto per rimanere in tema, suggestivo e carico delle atmosfere gotiche che ai Romantici tanto piacevano (ed anche a noi).

Di Gemma Granati

henry_fuseli_autoritratto

About the author

Avatar

HistoriaProject