I PERSIANI

Un vasto impero multietnico
Tra i popoli indoiranici provenienti dalle steppe asiatiche della Russia, una parte migrò verso sud giungendo sull’altopiano dell’Iran, mentre l’altra migrò verso il sub-continente. La prima tribù ad inserirsi fu quella dei Medi, i quali insieme ai babilonesi provocarono il crollo dell’impero assiro nel 612 a.C; mentre l’altro gruppo ovvero quello dei Persiani si era insediato nell’attuale Iran meridionale guidati dal principe persiano Ciro nel 550 a.C.
persia500tbc
In poco tempo, dal 550 al 486 a.C. i Persiani costruirono un grande impero esteso dalle coste occidentali dell’Asia minore al Caucaso e dall’India alla valle del Nilo che comprendeva vari popoli diversi per lingua, cultura e religione. I principali re persiani furono Ciro il grande, il figlio Cambise e il suo successore Dario. Fino al 331 a.C. (anno di conquista da parte di Alessandro Magno) l’impero persiano fu la potenza dominante del Vicino Oriente e permise la nascita di tre capitali quali Susa, Ecbatana e Persepoli, dove sorgeva il palazzo reale più prestigioso.

L’organizzazione politica ed economica
I persiani furono molto tolleranti nei confronti dei popoli vinti: non uccisero le popolazioni, non distrussero le città nemiche e non proibirono nemmeno i culti religiosi locali.1fcd7eba3da938934033f6291bb78593 Dario si occupò della riorganizzazione amministrativa dello Stato, basata sull’attribuzione al re di poteri divini. “Gli Immortali”, così definiti perchè quando uno moriva veniva subito rimpiazzato, erano le guardie del corpo del re. L’impero venne suddiviso in venti circoscrizioni governate da satrapi, ovvero i “protettori del regno”; essi intervenivano nella riscossione dei tributi, operavano secondo criteri comuni stabiliti centralmente per tutto l’impero. L’unica regione non organizzata in satrapie era proprio la Perside, che forniva la cavalleria e le guardie del corpo del re. Il lavoro dei Satrapi era soggetto a un severo controllo da parte di ispettori chiamati “gli occhi e gli orecchi del re”, i quali viaggiavano per tutto l’impero spostandosi senza preavviso in modo da poter cogliere di sorpresa i satrapi e verificare la correttezza dell’amministrazione e la regolarità della riscossione dei tributi.

La vita economica dell’impero persiano fu caratterizzata dall’attività commerciale: la moneta fatta coniare da Dario, i darici d’oro, divennero ben presto lo strumento internazionale degli scambi, mentre i centri urbani delle coste siriache erano sedi ei smistamento di merci in tutta l’area mediterranea. Il commercio si svolgeva sia per terra che per mare, grazie all’efficiente rete stradale e alle navi. La presenza di una ricca aristocrazia a corte fornì lavoro agli artigiani specializzati in oggetti di lusso, fabbricatori di gioielli e pietre preziose.

King2Main_(1024x768)La religione di zarathustra
Per tutta la loro fase nomade, i popoli iranici furono politeisti: i loro dei erano rappresentati dalle forze della natura e i sacerdoti di questi culti erano i magi, considerati anche indovini. Quando il politeismo fu superato, essi aderirono alle idee del profeta Zarathustra, profeta e riformatore religioso, il cui libro sacro era l'”avesta” (il sapere).

2637Lo Zoroastrismo sosteneva l’esistenza di un unico dio creatore del cielo e della terra: Ahura Mazda, il dio del bene al quale si opponeva il dio del male Ahriman che era circondato da una schiera di demoni malvagi. Dario la rese una religione di Stato per favorire l’unificazione politica e affermare il proprio potere nei confronti dei sacerdoti-magi.

I FENICI

Il territorio
I Fenici provenivano dalle antiche città cananee della costa settentrionale dell’area siro-palestinese corrispondente all’attuale Libano. Questo popolo era organizzato in città indipendenti già dal prima del III millennio a.C. e quando l’Egitto perse il controllo sulle città cananee, essi poterono riprendere più liberamente le loro attività.fenici
La Fenicia era costituita da una striscia di terra tra i 12 e i 50 chilometri stretta tra le montagne e il mare. A causa della scarsità di terreni coltivabili l’agricoltura era poco praticata, mentre le foreste fornivano legno in abbondanza, anche pregiato come il cedro. La consuetudine al commercio, l’abilità nella navigazione e infine la disponibilità di legname per costruirsi una flotta furono le condizioni che segnarono la loro identità di popolo.

Il commercio marittimo e le colonie
Le città più importanti come Biblo, Sidone, Tiro e Berito erano governate da un re e da un consiglio di mercanti.Phoenician_ship La loro attività commerciale si estese dal Mar Rosso all’oceano indiano, dal Mediterraneo all’Atlantico. La tecnica della navigazione e la costruzione delle imbarcazioni progredirono talmente tanto da favorire il commercio marittimo, inoltre essi potevano contare sulla conoscenza dell’orientamento notturno e sulle mappe di navigazione. I Fenici esportavano la loro produzione artigianale e per questo motivo fondarono diversi scali nelle isole e lungo le coste del Mediterraneo. Fu così che nacque un movimento di colonizzazione riguardante l’Africa, la Sicilia, la Sardegna e la penisola iberica. Le città più importanti, prima fra tutte Cartagine, divennero con il tempo città indipendenti dalla madrepatria.

7915319236_e9a6b33303_bReligione e cultura
Nonostante ogni città avesse le proprie divinità, vi era quella più importante e venerata da tutti i Fenici: Tanit. Spesso era associata ad Astarte, una dea presente con nomi diversi in tutta l’area siro-palestinese. Altre divinità come Melquart e Baal erano adorate in altre città tra le quali Ugarit, alla quale i Fenici devono l’innovazione della scrittura alfabetica perfezionando la scrittura ereditata dalla vittà siriaca.

GLI EBREI

Dall’età dei patriarchi all’età dei giudici
1280px-Abramo.svgVerso il II millennio a.C. gli Ebrei facevano parte di quelle popolazioni seminomadi di lingua semitica che vivevano nella regione compresa tra la Mesopotamia e il Mar Mediterraneo. Essi erano organizzati in tribù, gli spostamenti erano guidati da i patriarchi e il popolo era unificato dal monoteismo ovvero la fede in unico Dio che si riteneva avesse stipulato un’alleanza con il suo popolo fondata sull’obbedienza assoluta in cambio di aiuto e protezione. Secondo la Bibbia, gli Ebrei si spostarono da Ur alla Terra di Canaan intorno al 2000 a.C. 300px-12_tribù_in_Israele.svg
Nel XVIII secolo a.C. si diressero in Egitto e come è noto, lì vissero in un regime di schiavitù fino all’arrivo di Mosè che permise la fuga dall’Egitto supportato dalle Tavole della Legge donategli da Dio sul monte Sinai.
Gli Ebrei combatterono a lungo con le città preesistenti della Palestina, in particolare contro quelle dei Filistei; divennero agricoltori e pastori modificando anche la loro organizzazione politica e creando confederazioni di tribù guidate da giudici. La tribù più importante fu quella di Israele che comprendeva 12 tribù unite da vincoli di religione e di lingua.

Dalla monarchia alla diaspora
Intorno al 1000 a.C. si affermò la monarchia: il primo re fu Saul, a cui seguirono Davide e Salomone. Quest’ultimo fece costruire un tempio che divenne il punto di riferimento di tutti gli Ebrei e alla sua morte l’unità politica si spezzò dando origine a due regni: a Nord quello di Israele e al Sud quello di Giuda. Il primo cadde sotto la dominazione assira nel 722 a.C. mentre il secondo fu conquistato dai Babilonesi che deportarono la popolazione nel 586 a.C.
Alexander_the_Great_in_the_Temple_of_JerusalemA questo punto il popolo ebraico si affidò alle parole dei profeti e nel 538 a.C. grazie all’editto del re persiano Ciro, gli ebrei poterono tornare in patria e ricostruire il tempio che era stato distrutto.
Quando nel 322 a.C. Alessandro Magno conquistò Gerusalemme, vi fu un contatto traumatico tra ebraismo ed ellenismo e diede l’avvio a vere e proprie persecuzioni, ma anche ad un processo di profonda influenza della civiltà greca, primo fra tutti l’avvio della traduzione della Bibbia in greco. Arch_of_Titus_Menorah_22
Nel I secolo a.C. Israele cadde sotto il dominio romano e nel 66 d.C. iniziò una lunga guerra con Roma che vide la sconfitta degli Ebrei e la distruzione di Gerusalemme da parte di Tito nel 70 d.C. I Romani domarono un’altra rivolta nel 132 d.C. riducendo Gerusalemme a colonia romana e l’intero territorio a provincia dell’impero, la causa di questo avvenimento fu la diaspora del popolo ebraico ovvero la dispersione del popolo ebraico fuori dalla Palestina.

A cura di Ludovica Buda

GUARDA LA NOSTRA VIDEO – RIPETIONE SUI PERSIANI, FENICI ED EBREI

About the author

HistoriaProject