11211697_752792424838617_579801006_o11194811_752792398171953_754054307_oQuesti due romanzi vengono spesso confrontati per le evidenti somiglianze: entrambi sono romanzi epistolari, l’amore di Jacopo verso Teresa è quasi del tutto simile a quello di Werther nei confronti di Lotte, la scelta del suicidio è comune ai due protagonisti che soffrono di un chiaro disagio.

E’ proprio quest’ultimo punto che risulterà essere solo di apparente somiglianza e che, anzi, attraverso un’attenta analisi, svelerà la profonda differenza tra queste due opere. Le sofferenze che sembrano accomunare i due giovani hanno in realtà radici ben diverse, che affondano in realtà differenti non solo geograficamente ma anche tipologicamente e storicamente. I contesti in cui le vicende dei protagonisti sono calate sono rispettivamente la Germania di Werther e l’Italia di Jacopo. Oltre a questa prima ed immediata differenza, appaiono decisive le lontane ragioni che stanno alla base del malessere dei due giovani.

11116201_752792361505290_1757453489_nSe in entrambi i casi il nucleo tematico è quello di un giovane intellettuale in conflitto con un contesto nel quale non riesce ad inserirsi, la differenza sta nel fatto che nel caso di Werther questa difficoltà sia di tipo sociale, mentre in quello di Jacopo di appartenenza politica e storica. Il dramma del primo è quello di non riuscire ad identificarsi con la classe alla quale appartiene: il mondo borghese, fondato sulla razionalità, sul calcolo e sul culto dell’ordine non può che respingere la passionalità, la sensibilità e il forte slancio del cuore provati dal giovane artista; dall’altro lato l’aristocrazia, che è ancora la classe dominante, ottusamente si chiude in se stessa in difesa dei propri privilegi di casta e respinge a sua volta il protagonista. Il dramma di Jacopo è diverso, la sua sensibilità di intellettuale urta con l’angoscioso senso di una mancanza, la non-appartenenza ad una patria, ad un contesto politico degno di tale nome in cui inserirsi.

11212013_752792388171954_1678530655_oIn Werther la disperazione scaturisce dal bisogno di un mondo diverso, ma senza poter intravedere una possibilità di trasformazione concreta. Per Jacopo invece è diverso, tutto nasce dalle delusione rivoluzionaria, dal vedere le proprie speranze – e democratiche e patriottiche – tradite dal momento che la libertà si è tramutata in tirannide e come lo strumento rivoluzionario sia ormai impraticabile. In entrambi i casi, tuttavia, l’unica via di fuga risulta essere la stessa, il suicidio.

La chiave di comprensione sta nel fatto che il Werther sia ambientato prima della Rivoluzione Francese, mentre l’Ortis dopo. Il contesto in cui si intrecciano le vicende del giovane intellettuale tedesco è quello della Germania dell’assolutismo principesco, quello delle vicende vissute da Jacopo è l’Italia in tumulto del periodo napoleonico. Le strutture sociali in atto nel primo romanzo vengono rovesciate con la Rivoluzione e l’ordine delle cose cambia, come cambia il tipo di disagio provato dalla figura dell’intellettuale sensibile. Se nel primo caso sono le rigide strutture dell’ancien regime tedesco a far scaturire il disagio di non appartenenza, nel secondo è il venir meno di queste che genera una situazione di caos dove, in un’Italia sotto i fumi di una rivoluzione che in Europa ancora si fa sentire, Jacopo non riesce a riconoscersi.

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