a cura di:
Rita Iacopino direttrice scientifica Museo di Palazzo Pretorio
Nadia Bastogi, direttrice scientifica Fondazione De Vito

Dal 14 dicembre 2019 al 6 gennaio 2021
Prato, Museo di Palazzo Pretorio

Dal 18 maggio il Museo di Palazzo Pretorio di Prato, dopo il periodo di chiusura dovuta alle disposizioni ministeriali, riapre al pubblico pronto a restituire il suggestivo percorso espositivo dedicato alla pittura dei caravaggeschi partenopei, allestito in alcune sale del museo.

© Pretorioprato

La mostra, organizzata dal Comune di Prato in collaborazione con la Fondazione De Vito e curata da Rita Iacopino e Nadia Bastogi, è dedicata al Seicento napoletano e nasce dall’incontro tra due grandi collezioni in Toscana, quella del Museo di Palazzo Pretorio e quella della Fondazione De Vito. I dipinti in mostra sono posti in reciproco dialogo e ciò permette alle due collezioni di entrare in connessione, rendendo possibile un paragone tra il collezionismo antico, quale è quello del Museo di Palazzo Pretorio, e quello moderno, rappresentato in questa mostra dal nucleo di opere napoletane di Giuseppe De Vito (Portici, 1924 – Firenze, 2015), ingegnere, studioso, collezionista e fondatore della rivista Ricerche sul ‘600 napoletano, che ancora oggi continua ad essere curata e pubblicata dalla Fondazione (da lui istituita nel 2011).

Maestro dell’annuncio ai pastori (Juan Dò), Giovane che odora una rosa, 1640-1645. Collezione Fondazione De Vito

Attraverso un percorso articolato secondo una sequenza cronologica, stilistica e tematica si riescono ad individuare – sebbene il numero di dipinti non sia elevato – alcune tappe dello sviluppo della pittura napoletana dopo il passaggio di Caravaggio tra il 1606-1607 e il 1609-1610, partendo dalle diverse interpretazioni sviluppate dagli artisti napoletani, dal naturalismo di Battistello Caracciolo e dello spagnolo Jusepe de Ribera (che si trova a Napoli dal 1616), passando attraverso le declinazioni del linguaggio barocco di Massimo Stanzione, Bernardo Cavallino, Mattia Preti, fino ad arrivare alle soglie del Settecento con Nicola Malinconico.

Jusepe de Ribera, Sant’Antonio abate, 1638, Collezione Fondazione De Vito

Le sezioni tematiche dell’allestimento permettono di comprendere chiaramente questi rapporti; ne è un esempio il nucleo che si evolve intorno al Noli me tangere di Battistello, che apre il percorso espositivo e si pone in stretto rapporto con le due tele della Fondazione: il San Giovannino dello stesso autore e il San Giovanni Battista con l’agnello di Massimo Stanzione, che reinterpreta un soggetto caravaggesco attraverso un linguaggio naturalista, ma attento agli influssi di Guido Reni. L’allestimento evidenzia correlazioni su vari livelli e, grazie ai dipinti dei protagonisti della pittura del Seicento napoletano dopo il passaggio di Caravaggio, è possibile ricostruire una panoramica globale di questa stagione artistica partenopea.

La mostra è stata prorogata fino al 6 gennaio 2021 e propone visite guidate ogni domenica alle 16. In occasione della riapertura l’ingresso sarà gratuito fino al 3 giugno 2020. Per informazioni e prenotazioni è possibile visitare il sito del Museo di Palazzo Pretorio.

Di Alessia Di Loreto

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