Con l’articolo di oggi cercherò di rendere il più chiaro possibile quali sono gli aspetti essenziali della crittografia e il modo in cui si è sviluppata nel corso della storia. Come premessa è necessario fornire alcune indicazioni sulla sicurezza della tecnica in questione. Nell’articolo che ho trattato la settimana scorsa vi avevo sottoposto i punti forti e deboli della Steganografia affermando che, parallela ad essa, si sviluppò la crittografia. Come mai, dunque, gli uomini della storia non si sono affidati ad una sola tecnica di occultamento del messaggio ma hanno sperimentato diverse soluzioni? Sicuramente l’ingegno umano non ha mai fine, gli studiosi si pongono sempre nuove domande che si accumulano alle precedenti. Una volta che una tecnica di occultamento viene scoperta, se ne cercano di nuove, tentando continuamente di rendere il messaggio illeggibile se non da parte del destinatario. Come ho affermato prima la Crittografia si sviluppò parallelamente alla Steganografia. 480x270Essa non fu quindi una diretta conseguenza di una precedente tecnica affinata ma convisse con la sua compagna superandola addirittura. Poniamo quindi le basi per una migliore comprensione delle due materie: Se la Steganografia mira a rendere incomprensibile il messaggio stesso, la Crittografia ambisce a criptare il suo significato. La prima disciplina, come ho già detto nell’articolo della settimana scorsa, tende a coprire il messaggio scritto ma, una volta che cade in mani nemiche, è assai probabile che quest’ultimi abbiano i mezzi per scoprirne la comunicazione. Con la crittografia, invece, il nemico si trova in mano un messaggio di senso compiuto ( alcune volte ) e non si pone la domanda se, dietro ad esso, ci sia nascosto qualcosa. Anche se provasse a scoprire il vero senso del messaggio, gli risulterebbe complicatissimo dato che gli mancherebbe un elemento essenziale che conosce solo il mittente ed il destinatario: La chiave.

Prima di parlare delle chiavi, però, è necessario fare un’ulteriore suddivisione.

La crittografia ha due modi di essere suddivisa: per Trasposizione e per Sostituzione.

In questo articolo tratterò la trasposizione.

Nel caso della trasposizione le lettere del messaggio vengono mescolate creando anagrammi di senso ( o no ) compiuto. La trasposizione di un messaggio è comunque utilizzata nelle “Settimane Enigmistiche” per puro piacere dei lettori. Nell’ambito della crittografia e nella contestualizzazione del suo scopo la trasposizione trova alcune, grosse, lacune. Poniamo il caso in cui io voglia criptare per trasposizione un messaggio composto da tre lettere: questa tecnica di occultamento risulterebbe debolissima perché una manciata di caratteri alfabetici può essere combinata in pochi modi diversi. Dunque, una parola di tre caratteri ammette un massimo di 6 anagrammi. Con il crescere dei caratteri, il numero di anagrammi cresce esponenzialmente, quindi Per esempio, prendiamo questa breve frase. Queste 35 lettere possono essere combinate in più di 6.000.000.000.000.000.000.000.000.000.000 ( sei mila miliardi di miliardi di miliardi ) di modi diversi. Possiamo capirne quindi la difficoltà di decifrazione, sia da parte del nemico che da parte del destinatario. Se quest’ultimo non fosse in possesso di un modo per tornare indietro al messaggio originale, non gli basterebbero un centinaio di vite per decifrarlo.

Per essere efficacie, quindi, la ricombinazione delle lettere deve seguire un procedimento conosciuto sia dal mittente che dal destinatario. Alcune persone si servivano di un criterio semplice ma efficace, detto: “A Inferriata”.

Questo metodo è utilizzato nel seguente modo: Si scrive il messaggio che vogliamo spedire su due linee orizzontali, saltando da una all’altra ogni volta che si scrive un carattere. Una volta composte le due righe, si accoda la seconda alla prima. Facciamo un esempio.

RIMANDARE LATTACCO ALLA PROSSIMA GIORNATA, NON ATTACCARE.

R M N A E A T C O L A R S I A I R A A O A T C A E

I A D R L T A C A L P O S M G O N T N N T A C R

RMNAEATCOLARSIAIRAAOATCAEIADRLTACALPOSMGONTNNTACR

Per ottenere il messaggio basta effettuare la trasposizione al contrario. Questa tecnica è stata poi ampliata suddividendo la frase su tre linee, il passaggio di linea dopo due caratteri invece che uno e così via.

La prima attestazione storica di questo tipo di crittografia si trova a Sparta, nel 400 a. C.300

Gli spartani erano molto ingegnosi in campo militare ed inventarono anche la scitale.

Veniva avvolta una striscia di pelle su di una asta di legno con un determinato diametro e, su di essa, veniva scritto il messaggio. La striscia veniva poi svolta dall’asta ed usata come cintura su cui apparivano scritti dei caratteri apparentemente casuali. Il destinatario doveva semplicemente avvolgere nuovamente la striscia lungo una stecca di legno con lo stesso diametro dell’originale per ottenere il messaggio. Di seguito una figura per rendersi conto meglio della tecnica:

Crittografia secondo articoloLa prossima settimana vedremo invece la tecnica della sostituzione che affonda le sue radici nel Kama-Sutra, un’opera del IV secolo d. C.

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