Negli ultimi mesi a Firenze è in corso la mostra “Capolavori a Villa La Quiete”, prorogata fino al 15 Gennaio 2017. La mostra si tiene presso Villa La Quiete, in località Careggi, chiamata così per l’omonimo affresco di Giovanni di San Giovanni e residenza dell’ordine femminile delle Montalve.

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Ma la storia di questa villa attraversa le epoche e ci porta indietro nel tempo fino al Quattrocento. Appartenuta in origine alla famiglia Orlandini, fu venduta negli anni Trenta al capitano di ventura Niccolò da Tolentino, il mercenario raffigurato da Andrea del Castagno nel Duomo di Firenze. L’acquisto del mercenario fu importante nella storia della villa perché, venti anni più tardi, il complesso passerà nelle mani della più importante famiglia fiorentina, i Medici, proprietaria già di altre bellissime ville nei dintorni di Firenze, come quella di Careggi, di Castello o della Petraia.

La villa rimase proprietà dei Medici fino al 1561 quando Cosimo I istituì l’ordine dei Cavalieri di Santo Stefano, assegnando loro l’intero complesso. 1239587_205935652908392_1605907517_n
Ma nel 1627 per la villa iniziò il periodo di maggior splendore perché riacquistata dalla granduchessa Cristina di Lorena, una Medici nipote della regina di Francia Caterina. A Cristina si deve il nome della villa, perché è lei che nel 1632 commissiona l’affresco La Quiete che pacifica i venti, che si trova nella Galleria.

Negli anni a seguire il complesso verrà acquistato da Eleonora Ramirez de Montalvo, fondatrice della Congregazione laica delle Ancille Minime della SS. Trinità, che assumono il nome di Montalve. La Congregazione si era data il compito dell’educazione religiosa e della formazione culturale delle fanciulle fiorentine di nobile famiglia. Alla morte della fondatrice la Congregazione sopravvive e nel 1724 l’ultima Medici, Anna Maria Luisa, assunse il patronato delle Montalve e trasferì a La Quiete la sua residenza. Risalgono a questo periodo le sale affrescate al pian terreno, e la sistemazione del giardino all’italiana, giudicato ancora oggi tra i giardini medicei più belli e meglio conservati.

Oggi la villa è proprietà della Regione Toscana ed è gestita dall’Università di Firenze che vi promuove mostre ed eventi, proprio come quella in corso -prorogata fino al 15 Gennaio 2017- in cui sono esposti Botticelli e Ridolfo del Ghirlandaio.

La storia di queste opere d’arte è legata alla storia delle suore Montalve che negli anni protessero astutamente questi tesori, come testimonia il tabernacolo in argento che fu sottratto agli emissari di Napoleone grazie ad un’astuzia delle suore, che durante le requisizioni lo sostituirono con uno ligneo placcato in argento.
I capolavori in mostra non sono originari di La Quiete, ma provengono dall’ex convento di domenicane di San Iacopo di Ripoli.

Ci si potrebbe chiedere cosa ci facciano tali capolavori in questa villa, e la risposta è nelle soppressioni attuate dai Savoia durante l’Ottocento. Infatti quando il monastero di San Iacopo di Ripoli divenne proprietà del Demanio, l’altro ramo delle Montalve che risiedeva lì dovette riunirsi alle consorelle di La Quiete, portando con sé moltissimi tesori ed oggetti d’arte.

Le sette opere in mostra risalgono alla prima metà del Cinquecento e sono state realizzate per le domenicane del monastero fiorentino. Tra questi dipinti spicca il nucleo dipinto da Ridolfo del Ghirlandaio, figlio del celebre Domenico, che fin dalla gioventù realizza per le domenicane le due pale che decoravano gli altari laterali della chiesa: L’Incoronazione della Vergine (oggi ad Avignone, non esposta in questa mostra), Lo sposalizio mistico di Santa Caterina e Santi, e i Pannelli dei Quattro Santi (Onofrio, Cosma, Damiano, Sebastiano).
Fedele allievo di Ridolfo è Michele Tosini, che agli inizi della sua carriera artistica realizza Lo sposalizio mistico di Santa Caterina insieme al maestro.foto10_ridolfodelghirlandaioemicheletosinisposaliziodisantacaterina

Ma la sua attività personale è contrassegnata da un’altra tavola in mostra, la bellissima Santa Maria Maddalena e suora domenicana che venne costruita intorno al più antico Crocefisso ligneo di Baccio da Montelupo, creando uno straordinario esempio di commistione tra scultura e pittura.

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Baccio da Montelupo era legato al Convento di San Marco, e testimonia le relazioni tra i domenicani di quel centro e le suore di San Iacopo, confermato anche dall’arrivo in monastero di altre opere, come il San Domenico in mostra a Villa la Quiete, frutto di un pittore della Scuola di San Marco.
Questo San Domenico è dei primi del Cinquecento, ma è raffigurato secondo canoni medievali perché si narra sia una riproduzione della “vera effigie di San Domenico”, quindi il vero ritratto del santo che si tramanda da secoli.

Nella mostra troviamo esposto anche il dipinto di un valente artista fiammingo rimasto ancora oggi anonimo, ma resta un’importante testimonianza del legame che c’era tra la stamperia del monastero fiorentino e l’ambiente artistico del Nord Europa.

La pala di Botticelli e della sua bottega giunse tardi nella chiesa di San Iacopo, nel 1813, andando a sostituire quella di Ridolfo di uguale soggetto che era stata requisita dagli emissari napoleonici per essere esposta nel Museo del Louvre.
La bottega di Botticelli ha un ruolo evidente in questa pala, perché quando essa fu commissionata (nel 1500) il maestro era già molto anziano ed in più era il periodo più ricco di commissioni per la sua bottega. Ma questo non significa che non abbia partecipato anche lui con il suo personale stile. Attribuiti pienamente a Botticelli sono la Vergine (il suo volto non può passare inosservato), il San Giovanni Battista che si dice sia uno dei santi più cari al maestro e il più celebre manto erboso della storia dell’arte.61-botticelli-villa-la-quiete-7

Le Ancille della SS. Trinità, oggi rimaste in otto, risiedono ancora nello storico complesso e la storia dei capolavori in mostra è legata a quella delle Montalve, tra l’altro ultime depositarie di tanti segreti legati a questo luogo, come la conoscenza di decine di passaggi segreti tra le mura della villa.

Purtroppo Villa La Quiete non è inclusa nella lista dei beni del patrimonio Unesco, e per il momento il programma di valorizzazione della villa prevede un riallestimento delle stanze di Anna Maria Luisa de’ Medici, in cui sarà collocata la porzione più consistente della quadreria presente nella villa, visitabile dalla prossima primavera. Oltre ovviamente a questa prima coinvolgente mostra che racconta allo stesso tempo la storia della villa, delle suore Montalve e della città di Firenze.
La Quiete riserva molte altre sorprese, rimangono da riportare alla luce tanti altri tesori e passaggi nascosti alimentati dai secoli che questa villa ha attraversato.

Di Alessia Di Loreto

Per informazioni,

Sito internet: http://www.villalaquiete.unifi.it/

Pagina Fb: https://www.facebook.com/VillaLaQuieteFirenze/?fref=ts

 

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