Nel nostro giardino di casa si preserva l’antico legame che l’uomo ha con la Natura. L’uomo si nutre nel suo orto, si cura dal suo orto. Il nostro corpo è strettamente legato con i cicli della natura. Le piante hanno il potere di modificare il nostro pensiero e la nostra percezione, facendoci entrare in uno stato di “ebrezza dionisiaca”, che può renderci angeli o demoni, uno stato di trascendenza noto anche ad artisti, atleti, ballerini, musicisti, mistici e devoti in preghiera. L’uomo ricerca questo stato d’animo dalla notte dei tempi, quando Eva raccolse e mangiò quella mela o quando un infante assapora per la prima volta una sostanza zuccherina. L’essere umano si fa rapire dalla natura per far sì che lo sguardo astratto, una volta ogni tanto, si rivolga verso il basso e non più verso l’alto.

L’uomo nel tempo ha sempre saputo sfruttare il giardino che lo circonda per raggiungere questa comunione con la natura. Uno dei modi più comuni e più conosciuti nella società moderna è l’uso della Cannabis. Una pianta di origini antichissime.

La Cannabis è una pianta erbacea annuale, provvista di una lunga radice a fittone e un fusto eretto, dove sono presenti le foglie palmate, composte da 5 a 13 foglioline. Solitamente la Cannabis è un organismo dioico, presenta i fiori maschili e femminili su piante differenti. Normalmente la pianta germina a primavera e fiorisce in estate. L’impollinazione avviene attraverso il vento (anemofila), a cui segue la formazione in autunno dei semi. La Marijuana e l’Hashish sono composte dalla resina e dalle infiorescenze delle piante femminili che contengono il THC, principio attivo della Cannabis. Mentre i fusti vengono utilizzati per ricavarne le fibre tessili.

Gli studiosi assumono due diverse posizioni riguardo questa specie, poiché una parte la divide in più sottospecie (C. sativa, C. indica e C. ruderalis), l’altra invece ne considera una sola. Nell’articolo si parlerà di Cannabis, come unica specie, cioè la Cannabis sativa L..

Mappa dei siti/aree o culture in Eurasia con i primi ritrovamenti di Cannabis. Fonte: Long, T., Wagner, M., Demske, D. et al. Veget Hist Archaeobot (2017) 26: 245. https://doi.org/10.1007/s00334-016-0579-6

Le prime evidenze paleobotaniche che sono state registrate risalgono ai primi millenni dell’Olocene, dunque 10.000 / 13.000 anni fa, nonostante i dati sulle sue origini sono incerte. La Cannabis è una pianta della famiglia delle Cannabaceae, famiglia che include anche l’Humulus lupulus L., da cui si ricava il luppolo.

I resti che abbiamo a disposizione per avanzare delle teorie sono: il polline, i semi, i fitoliti, gli acheni e le impronte di semi o di tessuti di canapa sul vasellame. Nel tempo sono stati fatti degli errori che hanno in qualche modo falsificato il riconoscimento e la datazione di questi reperti. Pertanto, le nostre teorie sui primi utilizzi della Cannabis sono molto incerte. Ma vediamo cosa è stato trovato e cosa gli studiosi hanno pensato.

L’addomesticazione della Cannabis è un argomento ancora aperto, poiché ci sono diverse scuole di pensiero che si differenziano per datazione e luogo, le più condivise che si riferiscono all’Asia centrale e alla Cina. Altri studiosi affermano il fatto che nel tempo si sono andate ad isolare due grandi specie di Cannabis attraverso la coevoluzione con l’uomo, seguendo così due percorsi differenti. Il primo filone, che avrebbe avuto inizio in Cina per poi dirigersi a ovest, selezionava la pianta per la lunghezza e per la resistenza della fibra. L’altro si originò in Asia Centrale, in direzione ovest, che poi attraverso le truppe napoleoniche arrivò in Europa, fu la pianta selezionata per le caratteristiche medicinali e psicoattive. Le due sottospecie andarono poi a formare la canapa e la marijuana.

Nell’est dell’Europa è considerevole l’alta frequenza di ritrovamenti del polline di Cannabis nei diagrammi pollinici dei siti, i quali sono dislocati nelle regioni a nord e a ovest del Mar Nero. Questi sono stati datati a più di 8000 anni fa, in Romania per esempio le prime testimonianze risalgono all’incirca a 11 000 anni fa, e gli studiosi suggeriscono, per la quantità di pollini trovati, che già in questo periodo questa pianta venisse coltivata.

Lo studio condotto dall’Università di Modena e Reggio Emilia, nel 2002, afferma la presenza di Cannabis anche nella penisola italica dopo l’ultima glaciazione. Infatti, nei diagrammi pollinici che arrivano dal Lago Albano e dal Lago di Nemi è presente la Cannabis già da più di dieci mila anni fa, sicché gli uomini che vivevano in questi ambienti avevano piante di Cannabis che crescevano fra i loro piedi, ovviamente si parla di una pianta fra tante altre piante.

Fibre di Cannabis Sativa L.

Dagli studi che sono stati portati avanti vediamo come nel primo periodo dell’Olocene la Cannabis viveva selvaggia in tutto il continente euroasiatico. Il primo utilizzo testimoniato lo si ha attorno al 8000 a.C. (circa 10 000 anni fa), nel sito di Okinoshima, in Giappone, in accordo ai ritrovamenti che son stati fatti di semi carbonizzati e impronte della pianta su vasellame. La scarsità di polline nei diagrammi pollici del sito ci porta a pensare che l’addomesticazione della pianta in questa terra fu molto più tarda. Anche i primi resti di fibre tessili in Cina, che testimoniano l’uso della Cannabis come fibra li abbiamo 10 000 anni fa.

Come venivano utilizzati i semi e le parti della pianta non lo possiamo affermare con chiarezza, ma gli archeologi propongono che la pratica di inalare il fumo di Cannabis nasce con la cultura Yamnaya, che abitava circa 5000 anni fa la regione a nord del Mar Nero. Questa cultura viene anche vista come popolazione Proto-Indo-Europea. Infatti, con le loro migrazioni influenzarono geneticamente e linguisticamente tutto il continente europeo e non solo, portando con sé usi e costumi che si andarono a fondere con le culture già presenti. Gli archeologi propongono che l’uso della Cannabis come allucinogeno nasce come pratica rituale.

Migrazioni degli Indoeuropei

La migrazione delle popolazioni Yamnaya portò con sé gli usi che si facevano della pianta, come testimoniano i reperti trovati nello scavo in Romania in cui segni di Cannabis carbonizzata e semi bruciacchiati sono stati ritrovati in una scodella in impasto (Russo et al.2008). In Asia al contrario dell’Europa abbiamo una quantità notevole di fibre tessili. Attraverso il corridoio di Hexi arrivarono anche gli usi e costumi delle popolazioni ariane, che discendevano dalla cultura Yamnaya. Il corridoio di Hexi era l’ingresso che i nomadi avevano sulla Cina, infatti esso entrò a far parte più tardi della Via della Seta.

Semi di Cannabis Sativa L.

La più antica descrizione della Cannabis lo si ha nel 2350 a.C. in Egitto, dove in un testo ritrovato nelle piramidi, il faraone richiede delle corde in Cannabis. Nelle testimonianze più tarde venenti dall’antico Egitto la Cannabis veniva utilizzata per fini medici. Nel 1630 a.C. la Cannabis viene citata come una delle cinque piante che rilassano, nell’Altarva Venia, un antico libro indiano. Al 1500 a.C. risalgono anche le prime testimonianze in cuneiforme, venenti da Ninive, in Mesopotamia. Fino ad arrivare ad Erodoto, che racconta le pratiche degli sciti nelle sue Historiae. Infatti, gli sciti erano soliti gettare i semi di Cannabis su pietre incandescenti, che bruciando emanavano “un vapore tale che nessun bagno a vapore greco potrebbe vincerlo.”, questo fumo riusciva ad inebriarli e così essi mandavano “urla di gioia”.

Erodoto parla dei soli semi di canapa che una volta bruciati facevano un fumo inebriante. Ma si sa che i semi non hanno nessuna proprietà allucinogena, ma venivano, e vengono, utilizzati come alimento. La pratica di inalare fumi suggerisce la probabile conoscenza degli effetti dei fumi del resto della pianta e della sua resina.

Ideogramma cinese: MA, il suo significato è CANNABIS

Come abbiamo visto, la storia della Cannabis in Cina è un argomento esteso. MA, l’antico ideogramma cinese per “canapa”, rappresenta due steli appesi a rovescio in un capannone a seccare, interpretato anche come due piante, una maschile e una femminile, sotto un tetto. Con il tempo questo ideogramma ha preso due strade. Da una parte assunse gradualmente il significato di fibra vegetale generica, andando a formare nomi di fibre. Dall’altra andò a formare parole come demone, narcotico o paralisi. L’uso dell’ideogramma in questo modo ci fa capire che in Cina si conosceva già in passato i diversi utilizzi come allucinogeno e come fibra, ma non abbiamo delle testimonianze letterarie o archeologiche che ce lo dimostrino.

L’olpe in bucchero di Cerveteri ritrovato nella tomba 2 in località S. Paolo. Fonte: http://samorini.it/site/archeologia/europa/canapa-antica-europa/

Una testimonianza che viene direttamente da Cerveteri è data da un olpe in bucchero etrusco. Il vaso, rivenuto in una tomba della necropoli laziale, datato al VII secolo a.C., che riporta sulla decorazione il mito degli Argonauti. La scena proposta sull’olpe rappresenta gli Argonauti che salgono sulla nave con una lunga vela e sul lato della vela vi è riportata la scritta “kanna”, che è stata interpretata come una traslitterazione della parola “kannabis” greca. Testimoniando così il fatto dell’uso di questa pianta come fibra tessile già nel VII secolo in Italia.

Alla luce dei dati archeobotanici e letterari, la storia dei primi usi della Cannabis rimane un argomento complesso e irrisolvibile. Mi piace pensare come la Cannabis sia una pianta euroasiatica, che in qualche modo ci accompagna da sempre come il grano o l’olivo, facendo parte del nostro corredo genetico indoeuropeo.

Oggi la Cannabis sta riacquistando una “dignità” che con l’avvento del cristianesimo, prima, e il capitalismo, dopo, ha perso nella società occidentale. La cannabis è stata una fibra da sempre usata e che anche oggi viene utilizzata, cercando di sopravvivere in un mercato fatto esclusivamente di plastica. Invece, più di altre droghe, la Cannabis boicotta la metafisica del desiderio, facendoci rapire di tanto in tanto, trasformandoci in angeli o demoni.

Ho scelto di parlare di questa pianta perché, più di tante altre, la sua vicenda parla dell’uomo e della natura, del loro stretto rapporto. Il nostro giardino ha sempre avuto piante provenienti da tutto il mondo, con cui abbiamo formato le migliori pozioni per vivere in maniera più felice la nostra vita. Ma ovviamente si parla di una pianta fra tante altre piante.

 

Di Fabrizio Ferritto

Bibliografia e sitografia:

·         Balter M, Gibbons A (2015) Indo-European languages tied to herders. Science 347(6224):814–815;
·         Feurdean A, Parr CL, Tant¸a˘u I, Fa˘rcas¸ S, Marinova E, Pers¸oiu I (2013) Biodiversity variability across elevations in the Carpathians: parallel change with landscape openness and land use. Holocene 23:869–881;
·         http://samorini.it/site/archeologia/asia/archeologia-della-canapa/
·         http://www.actaplantarum.org/flora/flora_info.php?id=1553&pid=-1&p=2
·         https://la.wikipedia.org/wiki/Cannabis
·         https://www.erowid.org/plants/cannabis/cannabis.shtml
·         https://www.royalqueenseeds.it/blog-una-breve-storia-sulla-cannabis-n304
·         https://www.seeker.com/pot-dealers-traced-back-5000-years-1932290630.htm
·         Long, T., Wagner, M., Demske, D. et al. Veget Hist Archaeobot (2017) 26: 245. https://doi.org/10.1007/s00334-016-0579-6;
·         Mercuri AM, Accorsi CA, Mazzanti MB (2002) The long history of Cannabis and its cultivation by the Romans in central Italy, shown by pollen records from Lago Albano and Lago di Nemi. Veget Hist Archaeobot 11:263–276;
·         Pollan M. (2005) La botanica del desiderio Milano, Il Saggiatore
·         Rana, Anita and Namrta Choudhary. 2010. Floral Biology and Pollination Biology of Cannabis sativa L. The International Journal of Plant Reproductive Biology 2(2) pp. 191-195;
·         RIX HELMUT, 2002-03, Etrusco kanna “canapa”, Annali di Archeologia e Storia Antica, n.s., vol. 9-10, pp. 95-101.
·         Russo EB (2007) History of cannabis and its preparations in saga, science, and sobriquet. Chem Biodivers 4:1,614–1,648;
·         Russo EB, Jiang H-E, Li X et al (2008) Phytochemical and genetic analyses of ancient cannabis from Central Asia. J Exp Bot 59:4,171–4,182;
·         Warf, B. (2014), High Points: An Historical Geography of Cannabis. Geogr Rev, 104: 414–438. doi:10.1111/j.1931-0846.2014.12038.x;

 

About the author

Fabrizio Ferritto