Bill Viola e la Visitazione di Carmignano del Pontormo

Dopo il successo della retrospettiva dedicata ad Ai Weiwei, la Fondazione Palazzo Strozzi continua a stupire Firenze con la sua carrellata di mostre di livello internazionale. Dal 10 marzo al 23 luglio i riflettori sono puntati su Bill Viola, con la mostra intitolata “Rinascimento Elettronico” (a cura di Arturo Galansino e Kira Perov), che celebra la vita artistica del maestro della video-arte contemporanea e il suo legame con Firenze – la città dei suoi esordi-, con una mostra che va dalle prime sperimentazioni degli anni ’70 fino alle grandi istallazioni successive al Duemila, in un percorso espositivo che coinvolge Piano Nobile e Strozzina.

 

Bill Viola, Viola così come si pronuncia in italiano, dato che suo padre era originario di Pavia, è uno dei massimi esponenti della video-arte. Nasce a New York nel 1951 e cresce nella New York degli anni Sessanta. Nel ’73 si laurea al College of Visual and Perform Arts della Syracuse University e nel ’75 si trasferisce a Firenze come direttore tecnico di produzione di uno dei primi studi europei di video arte, Art/Tapes/22.  Il giovane Viola viene catapultato in una realtà nuova che gli apre orizzonti impensati e che rappresenterà un’esperienza formativa fondamentale per la sua carriera.

Bill Viola, The Deluge (Going Forth By Day) Il diluvio (Uscire al giorno) 2002, 36’. Pannello 3 dei 5 di Going Forth By Day (Uscire al giorno), 2002. Installazione video-audio. Courtesy Bill Viola Studio

Questa mostra permette di creare un dialogo tra antico e contemporaneo, attraverso il confronto diretto ma non filologico con le opere dei maestri del passato quali Pontormo, Masolino, Paolo Uccello. Opere che sono parte del clima culturale fiorentino, e che incidono sulla sensibilità dell’artista. Le opere di Viola non sono una “copia”, “imitazione” dei grandi capolavori del Rinascimento italiano, ma sono un mezzo attraverso il quale veicolare significati ancestrali. Le opere degli “old master” sono uno stimolo da cui Viola parte per comunicare significati altri, in un confronto dialogico e mai statico.

Nella prima sala del percorso espositivo siamo immersi in un ambiente buio con uno schermo nel centro dell’ambiente, una certa tensione è scandita dai passi lenti ma perfetti dell’uomo che cammina su una superficie quasi lunare, il fondo è buio come le pareti della stanza, e per dieci minuti la tensione cresce ad ogni suo passo. Infine, in primo piano, una fiamma inizia a bruciare, lenta, ed infine il fuoco avvolge la scena e così come è nato scompare insieme all’uomo che ne è stato invaso. Se ci muoviamo possiamo vivere la stessa esperienza, ma con l’elemento opposto: una cascata d’acqua, simbolo della vita, si riversa lentamente ma violentemente su quest’uomo, ed infine lo dissolve.

Bill Viola The Greeting (Il saluto) 1995, 10’22″. Installazione video-audio. Interpreti: Angela Black, Suzanne Peters, Bonnie Snyder. Courtesy Bill Viola Studio & Visitazione di Carmignano di Pontormo, 1528

Si tratta di The Crossing, video-audio installazione, 1996. Con quest’opera Viola comincia a confrontarsi con i temi della forza della natura e della precarietà dell’uomo. Spesso egli attua nelle sue opere una sorta di sincretismo tra fedi e religioni, perché come ogni artista-uomo è spinto dal desiderio di dare una risposta alla precarietà della condizione umana.

Bill Viola The Crossing (La traversata) 1996, 10’57’’. Installazione video-audio. Interprete: Phil Esposito. Courtesy Bill Viola Studio

Con la serie Martyrs esprime proprio questo: nonostante gli elementi si infrangano sull’uomo, questo rimane stabile nello spazio fino ad arrivare ad una ascensione spirituale, che va oltre il dolore e la morte fisica, richiamando sia il cristianesimo che la concezione pre-cristiana del martirio.

I suoi viaggi, gli incontri, i riferimenti culturali e visivi, le sperimentazioni tecnologiche e una crescita individuale e professionale, hanno determinato il passaggio da una ricerca orientata verso l’osservazione di fenomeni esterni ad una di stampo introspettivo.
Quando parliamo di arte contemporanea, in genere pensiamo ad un cambio radicale delle regole, abitudini, pratiche consolidate, e questo sembra aver innalzato un’impenetrabile barriera verso l’arte «antica». E’ come se questa drastica rottura con il passato dovesse necessariamente comportare un nuovo inizio, in nome di un presente che si rinnova di continuo, e che non ha né memoria né sedimenti.
Il soggiorno fiorentino fu fondamentale per la produzione successiva dell’artista, ciò che lo colpisce di più è il rapporto vivo dell’arte con la città, con la vita quotidiana dei suoi abitanti. “L’atmosfera era satura di idee d’arte e di cultura, aveva capito che lì la storia era davvero parte del presente e che le idee più nuove circolavano in un insieme più grande” come scrive Galansino nel libro “Bill Viola” (Giunti).

Bill Viola Emergence (Emersione) 2002, 11’40”. Retroproiezione video a colori ad alta definizione su schermo montato a parete in una stanza buia. Interpreti: Weba Garretson, John Hay, Sarah Steben. Courtesy Bill Viola Studio

Inizialmente, prima di conoscere Firenze, l’arte del passato non gli interessava. Ma il contesto fiorentino lo impressiona al punto da comprendere che “tutta l’arte è contemporanea. E’ senza tempo, universale ed eterna”. Questa frase è stampata a caratteri cubitali nella Strozzina, e colpisce per la sua immediatezza e permette di capire molto delle opere dell’artista.
Il confronto tra tempi oggettivi e soggettivi diventa il cardine delle sue opere e sarà gradualmente sviluppato attraverso tematiche e termini tra loro apparentemente contrapposti, in realtà correlati e complementari.

Il Fuorimostra desta anch’esso grande interesse, articolato in quattro punti della Toscana: Firenze (Grande Museo del Duomo, Complesso di Santa Maria Novella e Galleria degli Uffizi), Carmignano (Pieve di San Michele Arcangelo), Empoli (Museo della collegiata di Sant’Andrea Palazzo Pretorio) e Arezzo (Galleria Ivan Bruschi), luoghi importanti perché da essi provengono i capolavori del Rinascimento presenti in mostra, creando anche in questi un nuovo dialogo tra passato e presente.

Per informazioni: www.palazzostrozzi.org

Di Alessia Di Loreto

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