Il 25 febbraio 2016 celebriamo i 150 anni della nascita di Benedetto Croce, ricordandolo come il più grande filosofo del novecento italiano, coronato uno dei pensatori più attuali dalla rivista americana “Foreign Affairs”.

slider05Benedetto Croce nasce a Pescasseroli il 25 febbraio 1866 alle ore 14 nel Palazzo Sipari, casa dei suoi “progenitori materni”. I Croce abitavano da un po’ nel palazzo dei Carafa a Napoli. Nel mese di febbraio di quel ’66 si registrarono diversi casi di colera nella città partenopea e il padre Pasquale pensò bene di portare la moglie Luisa nel palazzo del cognato a Pescasseroli, lontano da tutte le incurie.

BenedettoCroce3 (1)Il padre di Don Benedetto era Pasquale Croce “di professione proprietario”, così si legge nell’atto di nascita, figlio di Benedetto Croce “il Vecchio”, un alto magistrato del Regno delle Due Sicilie. I Croce erano una famiglia abruzzese di Montenerodomo, oggi in provincia di Chieti. La madre del filosofo era Luisa Sipari, figlia di Pietrantonio Sipari, grande proprietario di armenti e grande signore del Tratturo del regno meridionale: si pensi che nel 1854 egli “conduceva in Puglia […] la più numerosa di tutte le greggi abruzzesi e inferiore solo a quella del Re”. I Sipari erano una famiglia abruzzese di Pescasseroli, oggi in provincia dell’Aquila.

A nove anni Benedetto fu mandato a studiare nel Collegio della carità, retto dai frati Bigi. Qui egli fece il primo incontro con la filosofia. In una serata uggiosa Benedetto vide un frate che con un piccolo lume cercava di leggere un grande libro, e incuriosito chiese ad un suo amico cosa il frate stesse leggendo, “lui gli rispose:rgerodin2_max

  • Un libro di filosofia.

  • E cos’è la filosofia? – rispose Croce

  • una cosa di cui nessuno conosce niente!”

Quella cosa sconosciuta diverrà a breve la sua materia prediletta, il suo pane quotidiano. Dopo aver frequentato il collegio, entrò nel Ginnasio per poi proseguire con il liceo. Nel frattempo, si recava all’Università di Napoli per frequentare le lezioni di estetica del De Sanctis.

Nel luglio del 1883 la famiglia Croce si spostò sull’isola d’Ischia, a Casamicciola, poiché Luisa Sipari aveva bisogno di curarsi con una particolare terapia. phoca_thumb_l_terremoto-casamicciola-45Nella notte del 28 luglio, però, l’isola fu scossa da un violento terremoto e Don Benedetto perse in pochi secondi madre, padre e sorellina di tredici anni. Da quel giorno il suo sguardo si velò di malinconia. Inizialmente fu ospitato dalla zia Marianna insieme a suo fratello Alfonso, poi i due orfani si spostarono a Roma dal cugino del padre Silvio Spaventa, in quel tempo noto giurista e ministro del governo e fu lì che conobbe Bertrando Spaventa.. Croce entrò nell’ateneo di giurisprudenza nell’Urbe romana incoraggiato da Silvio Spaventa, ma iniziò a seguire le lezioni del filosofo cassinate Antonio Labriola, non completando, così, gli studi universitari.

Dopo due anni Benedetto Croce abbandonò Roma e tornò nella sua Napoli, dedicandosi esclusivamente allo studio. Napoli era una città molto stimolante, che grazie a suo zio Bertrando Spaventa e Francesco De Sanctis era tornata ad essere un centro della cultura internazionale. Dal 1886 fino al 1902 iniziò a viaggiare nelle grandi città europee per apprendere le lingue straniere, fondamentali per la lettura dei classici.

napoli.06Nel 1896 incontrò il giovane Giovanni Gentile, da cui nacque una forte amicizia che si sfalderà solamente all’avvento del regime fascista. Nel 1900 nasceva una nuova e durevole amicizia, quella con Giovanni Laterza, proprietario di una piccola tipografia. Fu a Laterza che affidò la pubblicazione nel 1903 della sua rivista di storia, letteratura e filosofia “La Critica”. Questa rivista, oltre ad essere il megafono della filosofia crociana, fu il crocevia dei diversi movimenti filosofici e letterari della cultura italiana del primo novecento.

Nel 1913 morì Angelina Zampanelli, prima compagna di Croce, con cui egli era legato da venti anni. Un giorno  incontrò Adele Rossi,una giovane studentessa di Torino. Inizialmente i rapporti fra i due erano molto distaccati: Benedetto per la sua grandezza intellettuale, incuteva nella donna venerazione e rispetto. Ma l’essere vicini nello studio fece conoscere il grande filosofo e la giovane studentessa, così che il 7 marzo del 1914 Benedetto Croce sposava Adele Rossi. Trascorsero insieme la loro vita nel palazzo Filomarino, acquistato da Croce nel 1910.

Nel periodo del primo conflitto mondiale, il filosofo si dedicò ad un’intensa attività storiografica.

A00132416Negli anni vénti, i vènti fascisti iniziarono a soffiare su tutta la penisola. E nell’autunno del 1922 i fascisti marciarono su Roma accolti dal re Vittorio Emanuele III. Così che il sovrano incaricò Benito Mussolini di formare il nuovo governo. Il 29 ottobre Mussolini chiese la fiducia al Parlamento, ottenendola. Benedetto votò la fiducia vedendo nel fascismo un movimento temporaneo, ma in esso riponeva molte speranze per un vero cambiamento, verso “un più severo regime liberale” . Ma dopo il Delitto Matteotti egli si allontanò totalmente dalle idee fasciste e dopo le diverse sollecitazioni di Giovanni Amendola scrisse “Il Manifesto degli intellettuali antifascisti” in opposizione al “Manifesto degli intellettuali fascisti” di Giovanni Gentile.image

La sua fama nazionale, ma sopratutto internazionale, lo proteggeva da tutte le violenze delle milizie fasciste, e non fu un caso che la sua rivista “La Critica”, fu stampata fino al 1944.

Nel 1944 entrò a far parte del secondo governo Badoglio, come ministro senza portafoglio, e a seguire al secondo governo Bonomi.

Il 2 giugno del 1946 egli votò per la monarchia. Fu eletto nell’Assemblea Costituente e gli fu proposto di candidarsi a Capo provvisorio dello Stato, ma rifiutò.Enrico_De_Nicola_e_Benedetto_Croce

Nel 1947 inaugurava a Palazzo Filomarino l’Istituto italiano degli studi storici.

Nel 1949 fu costretto a riparare in casa, per un Ictus celebrale e il 20 novembre 1952 (a 86 anni) i suoi occhi si chiusero mentre era intento a leggere un libro.

Alla sua morte il filosofo, da grande illuminato del ‘900, cadde in un lungo oblio. La filosofia crociana fu travolta dalla piena cultura europea e americana che egli si era adoperato a tenere lontano dai salotti filosofici italiani. Con l’avvento del nuovo millennio il filosofo è stato riscoperto, e non solo nel mondo culturale europeo, ma anche internazionale, infatti egli viene visto come il filosofo più eminente del panorama italiano novecentesco.

Di Fabrizio Ferritto

benedetto_croce

INFO

Per la biografia di Benedetto Croce:

Per la filosofia crociana:

Luoghi da visitare:

About the author

Fabrizio Ferritto